La Digital Library e Ecomic agli Stati Generali del Digitale nella Cultura 2025

15 Dicembre 2025

Gli Stati Generali del Digitale nella Cultura hanno costituito un’importante occasione di confronto e di elaborazione congiunta sulle prospettive future della trasformazione digitale applicata al patrimonio culturale. L’iniziativa, organizzata dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione e dalla Digital Library, ha permesso di mettere in dialogo competenze, visioni e progetti, delineando un quadro condiviso delle priorità e delle strategie da perseguire.

È stato inoltre un momento significativo di riconoscimento del lavoro programmato e realizzato dall’Istituto negli ultimi cinque anni: un percorso che, dal Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale, ha condotto alla progettazione e alla piena operatività di Ecomic, confermando la solidità delle scelte compiute e la coerenza della visione perseguita. 

Gli appuntamenti che hanno visto la Digital Library protagonista:  

  • Strategie per la trasformazione digitale del patrimonio culturale

L’incontro ha visto la presenza di Giuliano Romalli, Direttore dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library, che nel suo intervento ha ricostruito i cinque anni di attività della Digital Library, partendo dal Piano nazionale di digitalizzazione come base comune per tutto il sistema culturale. Un percorso che ha mostrato come il PND abbia orientato processi e investimenti, fino ad arrivare a Ecomic. Un passaggio chiave, perché Ecomic ne rappresenta l’attuazione concreta: un’infrastruttura e un insieme di servizi pensati per lavorare insieme, superare frammentazioni e rendere il patrimonio digitale davvero condivisibile e accessibile.

Con il contributo di:

  • Guerino Bovalino – Consigliere del Ministro della Cultura per l’innovazione
  • Fabio Di Loreto – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale
  • Mauro Draoli – Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)

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  • Verso il Data Space per il patrimonio culturale: Europeana e il dialogo con la Digital Library

Il tavolo dedicato allo Spazio dei dati per il patrimonio culturale ha messo a confronto la visione europea e il percorso italiano, con un dialogo diretto tra Europeana e Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione, attraverso la Digital Library, su standard, governance e riuso dei dati. Coordinato e moderato dal Direttore Giuliano Romalli, il panel ha rappresentato un momento chiave di allineamento sulle politiche UE e sugli strumenti operativi per far crescere il data space del patrimonio culturale. Un confronto che ha segnato anche un’intesa sostanziale con Europeana, fondata su una visione condivisa e sulla volontà di lavorare insieme per uno spazio dei dati aperto, interoperabile e realmente al servizio della cultura.

Con il contributo di:

  • Rehana Schwinninger-Ladak – Directorate-General for Communication Networks, Content and Technology European Commission – (DG CONNECT)
  • Martina Bagnoli – Europeana Foundation
  • Harry Verwayen – Europeana Foundation

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  • Ecomic – Ecosistema digitale della cultura: la rete delle reti

Nel panel dedicato a Ecomic, il confronto è entrato nel vivo dei cantieri dell’investimento M1C3 1.1, facendo emergere l’ossatura tecnologica che sostiene l’ecosistema digitale della cultura. Dalla governance dei processi e dei progetti con D.PaC, al ruolo di I.PaC come infrastruttura e insieme di servizi per il patrimonio, fino a DPaaS, che collega ricerca, dati e nuovi prodotti per la cultura. Tre nuclei distinti ma complementari, pensati per funzionare come una vera “rete delle reti” e dare concretezza all’idea di un patrimonio digitale condiviso, interoperabile e pronto a crescere nel tempo.

Con il contributo di:

  • Antonella Negri – Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio culturale – Digital Library
  • Angela Maria Curreli – Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio culturale – Digital Library
  • Federica D’Uonno – Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio culturale – Digital Library
  • Biancamaria Hermanin de Reichenfeld – Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio

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  • L’apporto degli Istituti centrali e la nascita di Ecomic 

L’incontro ha approfondito il ruolo strategico svolto dagli Istituti centrali nella progettazione e nello sviluppo di Ecomic, evidenziando come la loro esperienza tecnica e metodologica rappresenti un elemento determinante per la costruzione di un ecosistema digitale realmente integrato. La collaborazione tra istituti con competenze differenti consente infatti di affrontare in modo coordinato le sfide dell’interoperabilità, della standardizzazione dei dati e della loro valorizzazione, temi oggi centrali per l’evoluzione digitale del patrimonio culturale.

Con la moderazione di Giuliano Romalli, il confronto tra i partecipanti punta a mettere in luce non solo i risultati conseguiti, ma anche le prospettive di sviluppo legate alla convergenza di strumenti, modelli e piattaforme.

Con il contributo di:

  • Fabrizio Magnani – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) 
  • Maria Cristina Mataloni e Alice Semboloni – Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU) 
  • Stella Di Fazio – Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR) 
  • Valeria Boi – Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA) 

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  • Innovazione in azione: l’Hackathon a Palazzo Massimo 

Dal 9 all’11 dicembre, gli spazi di Palazzo Massimo hanno ospitato l’Hackathon dedicato alla sfida dell’innovazione. Programmatori, designer, imprenditori, studenti e ricercatori hanno lavorato fianco a fianco, organizzati in team multidisciplinari, per sviluppare soluzioni concrete in ambito tecnologico e digitale. La competizione, articolata in due sfide, ha messo in evidenza la capacità del settore culturale di dialogare con i linguaggi più avanzati dell’innovazione, trasformando idee e sperimentazioni in strumenti al servizio del patrimonio.

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  • Heritage meets technology: lo sguardo europeo di Europeana 

Il 10 dicembre, presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma, l’incontro di Europeana ha approfondito il ruolo delle tecnologie avanzate – dall’intelligenza artificiale critica al 3D – nel potenziare la qualità della digitalizzazione dei beni culturali. Con il contributo di Sofie Taes (KU Leuven, Europeana Network Association), Marco Medici (INCEPTION s.r.l.) e Altheo Valentini (European Grants International Academy, Europeana Education Community), la sessione ha messo in luce come strumenti digitali all’avanguardia possano affiancare comunità di esperti e partner internazionali, favorendo una visione condivisa del patrimonio europeo.

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  • Le tecnologie abilitanti del nucleo Ecomic 

La mattina dell’11 dicembre si è aperta con una tavola rotonda dedicata alle tecnologie abilitanti del nucleo Ecomic, sviluppate dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library. Margherita Bartoli, Margherita Porena, Giovanni Pescarmona, Valentina Rossetti e Chiara Fauda Pichet hanno illustrato come tali strumenti possano innovare la gestione, la fruizione e la valorizzazione dei beni culturali. Un momento di approfondimento che ha evidenziato il potenziale di nuove infrastrutture e metodologie per connettere dati, competenze e territori. 

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  • Regioni protagoniste del co-design dell’Ecosistema digitale 

Il ciclo di appuntamenti si è concluso l’11 dicembre con il panel Dalla cooperazione al co-design: regioni protagoniste nell’Ecosistema digitale per la cultura, moderato dall’arch. Antonella Negri dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library. Claudio Leombroni (Regione Emilia-Romagna), Emiliano Bacci (Regione Toscana) e Maria Stefania Podda (Regione Sardegna) hanno messo in evidenza il ruolo strategico delle Regioni nel processo di costruzione condivisa dell’Ecosistema digitale per il patrimonio culturale, confermando l’importanza di un approccio partecipato e multilivello.

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L’insieme delle attività svolte ha mostrato con chiarezza come la trasformazione digitale rappresenti oggi non solo una sfida, ma un’opportunità concreta per costruire futuri sostenibili, inclusivi e innovativi. Connettere patrimoni, costruire futuri si conferma così un appuntamento chiave per rafforzare alleanze, promuovere nuovi modelli di collaborazione e accompagnare il Paese verso una cultura sempre più accessibile, dinamica e digitale.
Tre giornate dense di attività, incontri e sperimentazioni hanno riunito istituzioni, professionisti, ricercatori, imprese e comunità di innovatori, confermando il ruolo crescente della tecnologia come leva strategica per la valorizzazione della cultura.

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