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	<title>INTELLIGENZAARTIFICIALE Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
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	<title>INTELLIGENZAARTIFICIALE Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>SBAM 2025: Incontri ravvicinati tra cultura, innovazione e intelligenza artificiale</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/sbam-2025-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Barbato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Digital Library e la Direzione generale per la Digitalizzazione e la comunicazione partecipano alla quinta edizione di SBAM – Incontri ravvicinati, l’appuntamento annuale promosso dalla Fondazione San Bonaventura di Napoli, dedicato al dialogo tra biblioteche, archivi e musei e alla riflessione sulle nuove frontiere della digitalizzazione del patrimonio culturale. L’edizione 2025, realizzata con il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Digital Library e la Direzione generale per la Digitalizzazione e la comunicazione partecipano alla quinta edizione di <strong>SBAM – Incontri ravvicinati</strong>, l’appuntamento annuale promosso dalla <strong>Fondazione San Bonaventura di Napoli</strong>, dedicato al dialogo tra <strong>biblioteche, archivi e musei</strong> e alla riflessione sulle nuove frontiere della <strong>digitalizzazione del patrimonio culturale</strong>.</p>
<p>L’edizione 2025, realizzata con il contributo della <strong>Regione Campania</strong>, si inserisce nel programma delle celebrazioni per i <strong>2500 anni di storia di Napoli</strong>, ponendo al centro il ruolo dei “giacimenti culturali” come <strong>ponte tra memoria e futuro</strong>.</p>
<p>La presenza dell&#8217;Istituto e della DG-DC a SBAM 2025 confermano l’impegno del Ministero nel promuovere una <strong>gestione integrata e partecipata del patrimonio culturale</strong>, in cui <strong>tecnologia, accessibilità e comunicazione pubblica</strong> diventano strumenti di <strong>valorizzazione e conoscenza</strong>.</p>
<p><span data-teams="true">La Digital Library e la Direzione generale Digitalizzazione e Comunicazione contribuiscono ai lavori in due momenti:</span></p>
<ul>
<li><strong>Venerdì 24 ottobre</strong><br />
<i>Tavolo di lavoro – “Patrimoni digitali e co-creazione dell’identità culturale: il ruolo delle banche dati e delle piattaforme partecipative”</i><br />
Modera <strong>Giuliano Romalli</strong>, Direttore dell’<strong>Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale &#8211; Digital Library<br />
</strong>Interviene <strong>Antonella Negri, </strong>Funzionaria dell&#8217;Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale &#8211; Digital Library<strong><br />
</strong>Il tavolo approfondisce il valore delle raccolte digitali nella costruzione della memoria storica e le opportunità di coinvolgimento attivo degli utenti e degli operatori culturali nei processi di co-creazione dei contenuti.</li>
<li><strong>Sabato 25 ottobre</strong><br />
<i>Focus – “Percorsi culturali e narrazioni storiche: l’apporto dell’intelligenza artificiale nella valorizzazione del patrimonio culturale di Napoli e della Campania”</i><br />
Introduce <strong>Andrea De Pasquale</strong>, <strong>Direttore generale per la Digitalizzazione e la Comunicazione del MiC<br />
</strong>Interviene <strong>Federica D&#8217;Uonno</strong>, Funzionaria dell&#8217;Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale &#8211; Digital Library insieme alla Digital Humanist <strong>Chiara Fauda Pichet</strong>.<br />
Il contributo presenta una <strong>sperimentazione realizzata dalla Digital Library</strong> attraverso le tecnologie abilitanti dell’<strong>Ecosistema digitale per la cultura (Ecomic)</strong>, che consente di generare <strong>nuovi percorsi narrativi e tematici</strong> a partire dalle banche dati digitali del patrimonio culturale campano.</li>
</ul>
<p>SBAM rappresenta un’occasione di confronto tra istituzioni, professionisti e comunità, per riflettere sulle <strong>sfide e le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale</strong> nel campo dei beni culturali, aprendo nuove prospettive di dialogo tra <strong>memoria storica e innovazione digitale</strong>.</p>
<blockquote><p>Info e programma completo: <a id="menur8k2" class="fui-Link ___1q1shib f2hkw1w f3rmtva f1ewtqcl fyind8e f1k6fduh f1w7gpdv fk6fouc fjoy568 figsok6 f1s184ao f1mk8lai fnbmjn9 f1o700av f13mvf36 f1cmlufx f9n3di6 f1ids18y f1tx3yz7 f1deo86v f1eh06m1 f1iescvh fhgqx19 f1olyrje f1p93eir f1nev41a f1h8hb77 f1lqvz6u f10aw75t fsle3fq f17ae5zn" title="https://fondazionesanbonaventura.it/sbam/" href="https://fondazionesanbonaventura.it/sbam/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Collegamento fondazionesanbonaventura.it/sbam">fondazionesanbonaventura.it/sbam</a> | <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2025/10/5.0_SBAM-programma.pdf" target="_blank" rel="noopener">scarica il pdf</a></p></blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>IA in I.PaC</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/ia-in-i-pac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Barbato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 15:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[INFRASTRUTTURADIGITALE]]></category>
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		<category><![CDATA[PNDCULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I.PaC, l’infrastruttura software progettata per ospitare i dati digitali del patrimonio culturale nazionale, mette a disposizione un ampio catalogo di servizi, inclusi quelli basati sull’intelligenza artificiale (IA). Sfruttando l’IA, I.PaC offre ai soggetti che detengono il patrimonio i servizi utili per valorizzare e rendere accessibili le proprie risorse. Ad oggi, le 3 aree di applicazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">I.PaC, l’infrastruttura software progettata per ospitare i dati digitali del patrimonio culturale nazionale, mette a disposizione un <strong>ampio catalogo di servizi</strong>, inclusi quelli basati sull’intelligenza artificiale (IA). Sfruttando l’IA, I.PaC offre ai soggetti che detengono il patrimonio i servizi utili per valorizzare e rendere accessibili le proprie risorse.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ad oggi, le 3 aree di applicazione dell’IA in</span><span data-contrast="none"> I.PaC sono</span><span data-contrast="auto">:</span></p>
<p>1.<b><span data-contrast="auto"> Gestione e processamento delle risorse digitali</span></b>. Per l’elaborazione avanzata di contenuti, i<span data-contrast="auto"> s</span><span data-contrast="auto">ervizi di </span><b><span data-contrast="auto">content processing avanzato </span></b><span data-contrast="auto">impiegano diversi modelli di IA, dal Machine Learning all’intelligenza artificiale generativa.</span></p>
<p>2.<b><span data-contrast="auto"> Grafi di dominio e cross-dominio</span></b>. Nell’ambito dei grafi di I.PaC, per riconciliare i dati provenienti da fonti diverse, vengono impiegati algoritmi di intelligenza artificiale, che identificano le entità in base alle informazioni a disposizione.</p>
<p>3.<b><span data-contrast="auto"> Navigazione dei portali</span></b>. Tra i servizi di IA offerti da I.PaC, vi è anche la realizzazione di chatbot per la navigazione dei portali, come ad esempio <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/pnrr-rilasciata-la-versione-1-9-0-di-alphy/"><span data-contrast="none">Alphy</span><span data-contrast="auto">,</span></a><span data-contrast="auto"> progettato per facilitare la fruizione del </span><a href="https://alphabetica.it/web/alphabetica"><span data-contrast="none">portale Alphabetica</span><span data-contrast="auto">.</span></a></p>
<blockquote><p><span data-contrast="auto">Per maggiori informazioni</span></p>
<p><span data-contrast="auto">&gt; </span><a href="https://ipac.cultura.gov.it/2024/09/13/ia-in-i-pac/"><span data-contrast="none">Articolo di approfondimento sul sito I.PaC</span></a><br />
&gt; <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2024/09/3_Infografiche_IPaC.pdf">I.PaC | Infografiche</a><br />
<span data-contrast="auto">&gt; </span><a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/pnrr-rilasciata-la-versione-1-9-0-di-alphy/"><span data-contrast="none">Alphy</span></a><span data-contrast="auto"> e il </span><a href="https://alphabetica.it/web/alphabetica"><span data-contrast="none">portale Alphabetica</span></a></p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/ia-in-i-pac/">IA in I.PaC</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Online il progetto I.PaC “Infrastruttura e servizi digitali per il Patrimonio Culturale”</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/progetti/online-il-progetto-i-pac-infrastruttura-e-servizi-digitali-per-il-patrimonio-culturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Barbato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 12:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I.PaC è lo spazio dei dati progettato per conservare, gestire e arricchire il patrimonio culturale digitale del Paese. Nasce dall’esigenza di superare la frammentarietà dei sistemi di fruizione e dal bisogno di gestire dati stratificati ed eterogenei per formato, tipologia, dominio di appartenenza e politiche di protezione, secondo modelli concettuali flessibili e in sicurezza. Lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/progetti/online-il-progetto-i-pac-infrastruttura-e-servizi-digitali-per-il-patrimonio-culturale/">Online il progetto I.PaC “Infrastruttura e servizi digitali per il Patrimonio Culturale”</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://ipac.cultura.gov.it/"><span data-contrast="none">I.PaC</span></a><span data-contrast="auto"> è lo spazio dei dati progettato per conservare, gestire e arricchire il patrimonio culturale digitale del Paese. Nasce dall’esigenza di superare la frammentarietà dei sistemi di fruizione e dal bisogno di gestire dati stratificati ed eterogenei per formato, tipologia, dominio di appartenenza e politiche di protezione, secondo modelli concettuali flessibili e in sicurezza.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lo sviluppo di I.PaC, e più in generale di un ecosistema digitale del patrimonio culturale italiano, </span><span data-contrast="auto">rientra tra le azioni strategiche delineate nel </span><a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/il-piano/"><span data-contrast="none">Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale</span></a><span data-contrast="auto">, </span><span data-contrast="auto">elaborato dalla </span><b><span data-contrast="none">Digital Library &#8211; Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale</span></b><span data-contrast="auto"> del </span><a href="https://it.linkedin.com/company/ministerodellacultura?trk=public_post-text"><b><span data-contrast="none">Ministero della Cultura</span></b></a><span data-contrast="auto"> per accompagnare il processo di trasformazione digitale dei luoghi e delle istituzioni culturali. I.PaC si</span><span data-contrast="auto"> inserisce, dunque, all’interno del più ampio progetto di trasformazione digitale promosso dalla Digital Library per il quinquennio 2022-2026.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">L&#8217;infrastruttura presenta un complesso sistema di servizi digitali avanzati basati su </span><b><span data-contrast="auto">tecnologie innovative orientate al </span></b><b><i><span data-contrast="auto">Cloud</span></i></b>, <span data-contrast="auto">implementa funzioni relative alla gestione e all’arricchimento delle risorse digitali ed espone, inoltre, un ampio catalogo di API di cooperazione applicativa (in lettura e scrittura) relative a dati di dominio e cross-dominio.</span> <span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Sulla pagina LinkedIn saranno divulgate le sperimentazioni di </span><b><span data-contrast="none">intelligenza artificiale</span></b> <b><span data-contrast="none">generativa </span></b><span data-contrast="none">e l’esperienza di </span><a href="https://alphabetica.it/web/alphabetica/"><span data-contrast="none">Alphy,</span></a><span data-contrast="none"> il chatbot progettato per assistere gli utenti nella navigazione e nell’accesso alle informazioni bibliografiche del portale </span><span data-contrast="auto">Alphabetica</span><span data-contrast="none">. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">Per approfondimenti:</span><span data-ccp-props="{&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559739&quot;:0}"><br />
</span><span data-contrast="auto">&gt; Sito web I.PaC: </span><a href="https://ipac.cultura.gov.it/"><span data-contrast="none">ipac.cultura.gov.it/</span></a><span data-ccp-props="{&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559739&quot;:0}"><br />
</span><span data-contrast="auto">&gt; Pagina LinkedIn I.PaC: </span><a href="http://www.linkedin.com/showcase/infrastruttura-ipac"><span data-contrast="none">linkedin.com/showcase/infrastruttura-ipac</span></a><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Eventi collegati:</span><span data-ccp-props="{&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559739&quot;:0}"><br />
</span><span data-contrast="auto">&gt; Su Alphy e le nuove opportunità di scoperta del patrimonio bibliografico nazionale: </span><a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/pnrr/digital-sapiens-ai-e-rivoluzione-cognitiva/"><span data-contrast="none">digitallibrary.cultura.gov.it/pnrr/digital-sapiens-ai-e-rivoluzione-cognitiva/</span></a><span data-ccp-props="{&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559739&quot;:0}"><br />
</span><span data-contrast="auto">&gt; Presentazione di I.PaC al general meeting del CNR sulla creazione di un cluster federato e inclusivo di Infrastrutture di Ricerca: </span><a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/pnrr/h2iosc-humanities-and-cultural-heritage-italian-open-science-cloud/"><span data-contrast="none">digitallibrary.cultura.gov.it/pnrr/h2iosc-humanities-and-cultural-heritage-italian-open-science-cloud/</span></a><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/progetti/online-il-progetto-i-pac-infrastruttura-e-servizi-digitali-per-il-patrimonio-culturale/">Online il progetto I.PaC “Infrastruttura e servizi digitali per il Patrimonio Culturale”</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>AgID pubblica il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/documenti/agid-pubblica-il-piano-triennale-per-linformatica-nella-pa-2024-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Barbato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 14:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGID]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AgID, Agenzia per l’Italia Digitale, ha pubblicato il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2024-2026, documento di programmazione strategica risultato di un’attività di concertazione tra amministrazioni e soggetti istituzionali. Il Piano si caratterizza per una maggiore attenzione agli aspetti di governance e per un approccio orientato ai servizi digitali, che devono essere interoperabili, accessibili [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/documenti/agid-pubblica-il-piano-triennale-per-linformatica-nella-pa-2024-2026/">AgID pubblica il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">AgID, Agenzia per l’Italia Digitale, ha pubblicato il <strong>Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2024-2026</strong>, documento di programmazione strategica risultato di un’attività di concertazione tra amministrazioni e soggetti istituzionali.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il Piano si caratterizza per una maggiore attenzione agli aspetti di governance e per un <strong>approccio orientato ai servizi digitali</strong>, che devono essere interoperabili, accessibili e facili da usare per cittadini e imprese. Vengono allineati i contenuti agli obiettivi del PNRR e viene posta maggiore attenzione al monitoraggio, con la revisione degli indicatori, per renderli più significativi rispetto all’impatto.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">Inoltre, il Piano affronta il tema dell’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>, fornendo indicazioni e principi generali che dovranno essere adottati dalle amministrazioni e declinati in fase di applicazione, tenendo in considerazione lo scenario in rapida evoluzione.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">Infine, un’importante novità è l’introduzione di un’intera sezione di strumenti operativi che le amministrazioni possono prendere come riferimento e modello, esempi di buone pratiche o check-list per pianificare i propri interventi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti </strong></p>
<p>&gt; <a href="https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2024/02/12/pubblicato-il-piano-triennale-linformatica-nella-pa-2024-2026" target="_blank" rel="noopener">Sito AgID</a><br />
&gt; <a href="https://pianotriennale-ict.italia.it/" target="_blank" rel="noopener">Piano Triennale per l&#8217;Informatica nella PA 2024-2026</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/documenti/agid-pubblica-il-piano-triennale-per-linformatica-nella-pa-2024-2026/">AgID pubblica il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>1,3 miliardi di euro dal Digital Europe Programme per la transizione digitale europea e la cybersicurezza</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/13-miliardi-di-euro-dal-digital-europe-programme-per-la-transizione-digitale-europea-e-la-cybersicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 09:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CLOUD]]></category>
		<category><![CDATA[CYBERSICUREZZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[TRANSIZIONEDIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=6541</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Digital Europe Programme è il programma di finanziamento dell&#8217;UE che mira al rafforzamento della sovranità tecnologica dell&#8217;Europa e che intende portare soluzioni digitali nel mercato a vantaggio dei cittadini, delle pubbliche amministrazioni e delle aziende. Il principale programma di lavoro &#8211; del valore di 909,5 milioni di euro per il periodo 2023-2024 &#8211; riguarda [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/13-miliardi-di-euro-dal-digital-europe-programme-per-la-transizione-digitale-europea-e-la-cybersicurezza/">1,3 miliardi di euro dal Digital Europe Programme per la transizione digitale europea e la cybersicurezza</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Digital Europe Programme</strong> è il programma di finanziamento dell&#8217;UE che mira al rafforzamento della <strong>sovranità tecnologica</strong> dell&#8217;Europa e che intende portare <strong>soluzioni digitali</strong> nel mercato a vantaggio dei cittadini, delle pubbliche amministrazioni e delle aziende.</p>
<p>Il principale programma di lavoro &#8211; del valore di 909,5 milioni di euro per il periodo 2023-2024 &#8211; riguarda lo sviluppo di progetti che utilizzano <strong>tecnologie digitali</strong> come <strong>dati, IA, <em>cloud</em>, competenze digitali avanzate</strong>. Questi progetti apporteranno benefici concreti per gli <strong>ecosistemi innovativi</strong>, gli <strong><em>open standard</em></strong>, le PMI, le città, i servizi pubblici e l&#8217;ambiente.</p>
<p>Accanto a questo primario programma di lavoro, la Commissione ha pubblicato un programma di lavoro incentrato sulla <strong>cybersicurezza</strong>, con un  budget di 375 milioni di euro per il periodo 2023-2024, con l&#8217;obiettivo di migliorare la resislienza collettiva dell&#8217;UE di fronte alla minaccia dei cyber-attacchi. Questo programma verrà attuato dall&#8217;<strong>European Cybersecurity Competence Centre</strong>.</p>
<p>Per la gran parte dei progetti, la realizzazione di questi programmi di lavori richiederà un co-finanziamento per una percentuale del 50% dei costi. Ciò significa che l&#8217;ammontare totale degli investimenti che verrà messo in campo sarà quasi il doppio della cifra proveniente dal finanziamento dell&#8217;UE.</p>
<p>I primi bandi di gara per questi programmi di lavoro del Digital Europe Programme saranno pubblicati questa primavera e saranno seguite da altri bandi dopo l&#8217;estate. Le gare saranno aperte a imprese, pubbliche amministrazioni e altre entità degli Stati membri dell&#8217;UE, dei paesi EFTA/EEA e dei paesi associati al Digital Europe Programme.</p>
<p><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/eu13-billion-digital-europe-programme-europes-digital-transition-and-cybersecurity">https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/eu13-billion-digital-europe-programme-europes-digital-transition-and-cybersecurity</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/13-miliardi-di-euro-dal-digital-europe-programme-per-la-transizione-digitale-europea-e-la-cybersicurezza/">1,3 miliardi di euro dal Digital Europe Programme per la transizione digitale europea e la cybersicurezza</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Un progetto per il museo del futuro</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/un-progetto-per-il-museo-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 13:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ICOM]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[MUSEODIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[PIANONAZIONALEDIGITALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PNDCULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al MAXXI di Roma si è tenuto il workshop “Verso un museo del futuro”, organizzato da Fondazione Kainòn in collaborazione con ICOM Italia. All&#8217;evento hanno partecipato numerosi professionisti del settore, che, divisi in tre tavoli di lavoro, hanno discusso dell’impatto degli strumenti digitali, rispettivamente sui nuovi modelli di business applicati alla realtà museale, sull&#8217;accessibilità e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al MAXXI di Roma si è tenuto il workshop <strong>“Verso un museo del futuro”</strong>, organizzato da Fondazione Kainòn in collaborazione con <strong>ICOM Italia</strong>. All&#8217;evento hanno partecipato numerosi professionisti del settore, che, divisi in tre tavoli di lavoro, hanno discusso dell’impatto degli <strong>strumenti digitali</strong>, rispettivamente sui nuovi modelli di business applicati alla realtà museale, sull&#8217;accessibilità e sulla ricostruzione di mondi, luoghi e milieu.</p>
<p><strong>Alessandro Bollo</strong>, Senior Project Manager di La Fabbrica del Vapore, che ha coordinato la discussione del tavolo <strong><em>Strumenti digitali e nuovi modelli di business</em></strong>, ha dichiarato: “Per nuovi modelli di business si intende la capacità oggi dei musei, attraverso degli approcci al digitale, di produrre valore. Valore inteso sicuramente dal punto di vista dell’attenzione economica degli investimenti, ma soprattutto valore inteso come capacità di produrre impatto, coinvolgimento di nuovi pubblici, reputazione, comunicazione e soprattutto lavorare su delle linee di innovazione. Un punto che in parte il <strong>Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio culturale</strong> già ci indica, prospettando la possibilità di utilizzare i contenuti digitali come accesso universale, ma anche come possibilità di un loro riuso operativo. Soprattutto la possibilità di integrarli in un sistema di offerta che preveda la possibilità di offrire percorsi di tipo educativo-didattico, delle attività di natura espositiva, ma anche delle attività più strettamente legate a logiche di membership, di costruzione di comunità, di opportunità di integrare tutti i contenuti digitali in un’offerta allargata”.</p>
<p><strong>Anna Maria Marras</strong>, ricercatrice presso il dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, ha guidato i lavori del tavolo <strong><em>Strumenti digitali per l’accessibilità</em></strong>. La ricercatrice ha posto l’accento in particolare sull&#8217;<strong>obsolescenza</strong> delle tecnologie: è necessario, ha osservato la Marras, privilegiare quelle tecnologie che offrono un’esperienza coinvolgente senza subire un’obsolescenza troppo rapida. Inoltre, grande spazio è stato dato all&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> come un importante strumento a sostegno dell’accessibilità ai musei, sottolineando al contempo la questione degli aspetti etici legati alla creazione di contenuti appropriati a una funzione veramente inclusiva.</p>
<p><strong>Luca Dal Pozzolo</strong>, responsabile delle attività di ricerca presso Fondazione Fitzcarraldo, ha curato i lavori del tavolo di discussione <strong><em>Strumenti digitali per ricostruire mondi, luoghi, milieu</em></strong>, che hanno favorito l’incontro tra responsabili dei musei e sviluppatori di tecnologie, con l’obiettivo di dispiegare al meglio le potenzialità della tecnologia nel coinvolgimento dei visitatori. Inoltre, da tali riflessioni è emersa una convergenza di vedute riguardo alla necessità di <strong>accompagnare le istituzioni</strong> che si occupano di cultura lungo un percorso che consenta loro di affrontare le sfide del digitale.</p>
<p><strong>Barbara Landi</strong>, responsabile Comunicazione, eventi e progetti speciali di ICOM Italia, ha precisato che non si tratta di una mera riflessione su come applicare le tecnologie all&#8217;interno delle istituzioni culturali, ma di <strong>ridefinire strategie ed obiettivi</strong>, adottando un pensiero che assuma il digitale come una dimensione complementare e non alternativa all&#8217;agire nei confronti di patrimoni, pubblici, comunità/territori.</p>
<p>Fondazione Kainòn partirà dal lavoro dei tre tavoli di discussione per identificare, sostenere e implementare dei progetti concreti che saranno presentati in un evento pubblico di restituzione previsto nel 2023.</p>
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		<title>Cyber security: intelligenza artificiale, machine learning e scenari di rischio sempre più complessi</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/cyber-security-intelligenza-artificiale-machine-learning-e-scenari-di-rischio-sempre-piu-complessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 11:36:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CLOUD]]></category>
		<category><![CDATA[CYBERSICUREZZA]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[MACHINELEARNING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino a una decina d’anni fa, le attività di hacking erano ad uso quasi esclusivo di lupi solitari, che avevano l’unico scopo di mettersi in mostra. Oggi, lo scenario è mutato: gruppi ben organizzati e finanziati sono alla base di molti dei più grandi attacchi informatici. Di conseguenza, è aumentata l’esposizione ad attacchi sofisticati che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/cyber-security-intelligenza-artificiale-machine-learning-e-scenari-di-rischio-sempre-piu-complessi/">Cyber security: intelligenza artificiale, machine learning e scenari di rischio sempre più complessi</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a una decina d’anni fa, le attività di <strong>hacking</strong> erano ad uso quasi esclusivo di lupi solitari, che avevano l’unico scopo di mettersi in mostra. Oggi, lo scenario è mutato: gruppi ben organizzati e finanziati sono alla base di molti dei più grandi <strong>attacchi informatici</strong>.</p>
<p>Di conseguenza, è aumentata l’esposizione ad attacchi sofisticati che usano tecnologie avanzate, come l’<strong>intelligenza artificiale</strong> e il <strong>machine learning</strong>.  Questi attacchi sono spesso in grado di aggirare le tradizionali <strong>difese di sicurezza,</strong> causando danni significativi alle organizzazioni colpite. Inoltre, con la proliferazione di dispositivi mobili e servizi <strong>cloud</strong>, l’ambito degli attacchi è aumentato in modo esponenziale.</p>
<p>Tuttavia, le stesse tecnologie possono rivelarsi fondamentali anche in ambito di <strong>cyber security</strong>: l’uso dell’IA e del ML può aiutare le organizzazioni a migliorare il proprio livello di sicurezza complessiva, fornendo loro la capacità di monitorare, identificare e rispondere rapidamente a minacce nuove o emergenti.</p>
<p>I tipi di attacco realizzati negli ultimi anni usando l’IA e il ML sono molteplici: tra gli altri, sviluppo di nuovi malware e di varianti ransomware, individuazione automatica di vulnerabilità e potenziali bersagli, analisi di sistemi crittografici e creazione di false identità, aggiramento dei sistemi di sicurezza ed esecuzione di attacchi DDoS.</p>
<p>Con l’adozione di un approccio più proattivo, le organizzazioni possono ricorrere all’IA e al ML per: prevenire i tentativi di phishing e la violazione dei dati, migliorare l’analisi della sicurezza e identificare pattern, migliorare l’intelligence sulle minacce, identificare attività dannose e attacchi zero-day, proteggere le infrastrutture critiche e altro ancora.</p>
<p>Nonostante già nel 2001 l’UE abbia approvato la <strong>Convenzione di Budapest sulla criminalità informatica</strong>, l’assenza di un accordo globale nella definizione di strategie condivise e strumenti comuni costituisce un grande limite.</p>
<p>Superare queste difficoltà nella lotta alla cyber-criminalità è l’obiettivo dichiarato di un <strong>testo</strong> in corso di elaborazione presso le <strong>Nazioni Unite</strong>: un processo iniziato nel 2019, quando l’Assemblea Generale dell’ONU ha creato un Comitato <em>ad hoc</em> (che ha appeno concluso la quarta sessione di lavori) per elaborare una “Convenzione internazionale globale sul contrasto all’utilizzo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione per scopi criminosi”.</p>
<p>Tuttavia, diverse organizzazioni indipendenti, tra cui Privacy International e l’Electronic Frontier Foundation (EFF), hanno già espresso le loro preoccupazioni circa il potenziale impatto delle nuove regole sui diritti digitali.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale per gli architetti</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/intelligenza-artificiale-per-gli-architetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 13:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[ICCD]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno strumento a supporto degli architetti con la possibilità di effettuare analisi interpretative sui beni architettonici esistenti. Si tratta di ReAD &#8211; Representation of Architectural Data, un innovativo progetto, ideato e realizzato da CNR-ISTC, ICCD e Università di Roma Tre (Dipartimento DARC), per la lettura automatica dei dati del patrimonio architettonico. ReAD è stato selezionato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/intelligenza-artificiale-per-gli-architetti/">Intelligenza artificiale per gli architetti</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno strumento a supporto degli architetti con la possibilità di effettuare analisi interpretative sui beni architettonici esistenti.<br />
Si tratta di ReAD &#8211; Representation of Architectural Data, un innovativo progetto, ideato e realizzato da CNR-ISTC, ICCD e Università di Roma Tre (Dipartimento DARC), per la lettura automatica dei dati del patrimonio architettonico. ReAD è stato selezionato nell’ambito di Lazio Innova ed è finanziato attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR.<br />
Grazie all’utilizzo delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, ReAD, a partire da fonti eterogenee nel dominio dei beni architettonici, permette di interrogare e combinare testi e immagini per estrapolare grandi quantità di informazioni sul patrimonio architettonico nazionale. Il rilascio dei dati all’interno del web semantico garantirà la fruibilità e l’accessibilità di tutti ai risultati del progetto ReAD. L’applicazione consentirà inoltre di individuare velocemente edifici cronologicamente omogenei e con determinate caratteristiche costruttive e stilistiche. Le molteplici interrogazioni possibili saranno in grado di supportare agilmente anche le attività degli archivisti e dei catalogatori di beni architettonici per l’individuazione dei dati necessari e per la loro immissione nei sistemi di inventariazione e catalogazione. ReAD utilizza le corpose informazioni descrittive contenute nella banca dati del Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura, già disponibili in formato aperto (linked open data), e il vasto archivio fotografico dell’ICCD sul patrimonio culturale.</p>
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		<title>I nuovi professionisti MAB</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/i-nuovi-professionisti-mab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 10:38:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[ANAI]]></category>
		<category><![CDATA[ICOM]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[MAB]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;accessibilità e la tutela dei beni culturali, grazie anche all&#8217;impiego diffuso di tecnologie e della IA, richiedono oggi nuovi approcci, nuove competenze e percorsi di formazione per i professionisti del futuro. Questi potranno essere trasversali agli ambiti disciplinari tradizionali (Musei, Archivi, Biblioteche) e saranno indispensabili per una gestione consapevole e sostenibile del patrimonio culturale analogico, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accessibilità e la tutela dei beni culturali, grazie anche all&#8217;impiego diffuso di tecnologie e della IA, richiedono oggi nuovi approcci, nuove competenze e percorsi di formazione per i professionisti del futuro. Questi potranno essere trasversali agli ambiti disciplinari tradizionali (Musei, Archivi, Biblioteche) e saranno indispensabili per una gestione consapevole e sostenibile del patrimonio culturale analogico, immateriale, digitalizzato e nativo digitale.<br />
Se ne parlerà nel Workshop “<strong>Quali professionisti in ambito MAB?</strong>”, organizzato da <strong>SOS Archivi</strong> e MAB (il coordinamento creato tra <strong>AIB</strong> &#8211; Associazione Italiana Biblioteche, <strong>ANAI</strong> &#8211; Associazione Nazionale Archivistica Italiana e <strong>ICOM Italia</strong> &#8211; International Council of Museum) in programma in presenza e on line il prossimo <strong>10 marzo a partire dalle 16.00</strong>.<br />
Per il programma completo e per iscriversi:<br />
<a href="https://mailchi.mp/4d51f43a38db/diretta-streaming-gioved-10-marzo-h1600?e=aa21e4bfac">https://mailchi.mp/4d51f43a38db/diretta-streaming-gioved-10-marzo-h1600?e=aa21e4bfac</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/i-nuovi-professionisti-mab/">I nuovi professionisti MAB</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale?</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 09:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[INTELLIGENZAARTIFICIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[RELAZIONIDIGITALI]]></category>
		<category><![CDATA[WEBINAR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le relazioni, quali esse siano, portano, inevitabilmente, a dei mutamenti: nei soggetti che le intrecciano e di conseguenza anche nell’ambiente che gli sta intorno. Non fanno eccezione quelle che avvengono in ambito digitale. Nel secondo appuntamento del nostro webinar in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, Luca Dal Pozzolo co-fondatore di Fondazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le relazioni, quali esse siano, portano, inevitabilmente, a dei <strong>mutamenti</strong>: nei soggetti che le intrecciano e di conseguenza anche nell’ambiente che gli sta intorno.<br />
Non fanno eccezione quelle che avvengono in ambito digitale. Nel <strong>secondo appuntamento</strong> del nostro <strong>webinar</strong> in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali,<strong> Luca Dal Pozzolo</strong> co-fondatore di Fondazione Fitzcarraldo e <strong>Silvano Tagliagambe</strong> professore emerito di Filosofia della Scienza all’Università di Cagliari si sono confrontati, per l’appunto, sui cambiamenti nella gestione e nel management delle organizzazioni culturali che il processo di digitalizzazione sta portando.<br />
A moderare l’incontro, il Direttore della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, <strong>Gianluca Cepollaro</strong> che ha premesso tre punti guida:<br />
&#8211; L’ampliamento del campo delle informazioni nell&#8217;ambiente digitale<br />
&#8211; I fenomeni di convergenza che il digitale permette<br />
&#8211; La rete come principio guida delle organizzazioni e delle istituzioni<br />
La metafora usata da Cepollaro per aprire il dibattito è stata quella della organizzazione/istituzione come <strong>contenitore</strong>, le cui pareti, grazie al digitale, si fanno sempre più sfumate e indefinite. Un concetto che Tagliagambe ha voluto amplificare, spiegando come l’informazione rappresenti una struttura immateriale che fa però riferimento a un supporto materiale. Un po’ come la <strong>Macchina di Turing</strong> in cui un modello astratto, o immateriale che dir si voglia, funziona però attraverso un oggetto fisico, la testina, per imprimere dati su un nastro potenzialmente infinito. Un <strong>confronto tra materiale e immateriale</strong> alla base anche dell’idea sviluppata da Bezos con Amazon, in cui lo scaffale rigido e limitato della libreria (metafora delle strutture informative tradizionali) è stato sostituito da uno spazio cloud potenzialmente senza confini.<br />
Attenzione ai rischi di questo processo ha però ammonito Dal Pozzolo, che, se non gestito a dovere, rischia di non <strong>creare significato</strong> a questo nuovo sistema di comunicazione: sarebbe come se i “suoni” emessi dal mittente non venissero compresi dal ricevente. Trasferito nell’attualità, è quanto accaduto durante il lockdown, quando alcune istituzioni culturali, senza averne le competenze, hanno provato a bypassare la chiusura fisica con attività virtuali che non hanno però minimamente intercettato il pubblico per cui erano state pensate, i giovani in particolar modo. Un esempio, quindi, di <strong>scollamento tra mondo digitale e realtà fisica</strong>. Per Dal Pozzolo se non esiste convergenza tra questi due universi non possiamo neanche avvicinarsi a quel modello di democrazia culturale partecipativa, stella polare di tutte le politiche di digitalizzazione.<br />
Passando a riflettere sulle &#8220;saldature&#8221; che il digitale permette rispetto a processi fino ad ora separati. Tagliagambe ha ricordato come siamo di fronte ad una <strong>trasformazione</strong> molto profonda: <strong>da sistemi che fondano la loro essenza sulle proprietà</strong> (definibili quindi a partire dall&#8217;enumerazione dei loro attributi) <strong>a sistemi basati sulle relazioni</strong> (che si definiscono quindi nell&#8217;interazione con altri sistemi e che per questo si proiettano verso l&#8217;esterno). Questa visione consente  una <strong>saldatura tra reale e virtuale</strong>, come accade, ad esempio, con una foto digitale, che non rappresenta la realtà ma la &#8220;costituisce&#8221; al termine di un processo che in parte è materiale, in parte immateriale: allo stesso modo il digitale salda pensiero critico e capacità operativa. Oppure come il territorio, bene materiale, che si trasforma in paesaggio quando si arricchisce di storie e relazioni immateriali. L&#8217;idea che il digitale cancelli i territori, i luoghi, le identità locali è una visione miope perché al contrario <strong>il digitale</strong> con la sua capacità di penetrazione oltre i confini fisici <strong>aumenta enormemente la possibilità di valorizzare i contesti locali</strong>.<br />
Un’<strong>ibridazione</strong> che aumenta il valore delle cose, se è vero, come scrisse Wittgestein, che la forza di una corda non è data dal fatto che una fibra corre per tutta la sua lunghezza, ma dal sovrapporsi di molte fibre l’una all’altra. E nessun timore che l’<strong>intelligenza artificiale</strong> possa mai sostituirci totalmente. Le è mancata, almeno fino ad oggi, la capacità di strutturare il tempo e la memoria. Il che rende l’Uomo unico nel saper pensare e realizzare un prodotto culturale che non solo viva nel tempo ma che con il passare di esso acquisisca valore.<br />
Quando però l’opera d’arte è creata, il digitale può e deve intervenire, ha replicato Dal Pozzolo, con la sua capacità di <strong>simulare</strong>, di creare una <strong>narrativa coinvolgente</strong>, di cambiarne la modalità di fruizione attraverso una visuale insolita per l’occhio umano.<br />
In definitiva, ha chiosato Tagliagambe, se non vogliamo fare la fine dell’Averroè “borgesiano”, troppo intento a leggere i libri della sua biblioteca per accorgersi che bastava affacciarsi sulla strada per trovare nel gioco di due bambini la risposta ai suoi dubbi, lasciamoci definitivamente alle spalle la <strong>rigidità tassonomica ottocentesca</strong> nell’approccio al bene culturale.<br />
Dal momento che <strong>un prodotto culturale</strong> autentico <strong>si valorizza nel tempo attraverso le interpretazioni</strong> che di esso vengono date, con la capacità del digitale di ampliare i pubblici, cresce anche il valore del bene culturale che si arricchisce di significati plurimi e differiti nel tempo.<br />
Facciamo dunque in modo che in un’istituzione culturale curatori e storici dell’arte non lavorino in comparti stagni rispetto agli ingegneri informatici. Solo facendo comunicare questi due “vasi” potremo creare delle feconde <strong>“Relazioni Digitali”</strong>.<br />
In allegato il programma dei prossimi appuntamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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        <div style="width:100%;margin:10px 0 10px 0;">
            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/11/Relazioni-digitali_Calendario-3.pdf">Relazioni digitali_Calendario webinar</a> <small>(2 MB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/come-cambia-la-gestione-dellistituzione-culturale-nellambiente-digitale/">Come cambia la gestione dell&#8217;istituzione culturale nell&#8217;ambiente digitale?</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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