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	<title>OPENDATA Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
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	<title>OPENDATA Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>Il laboratorio di innovazione Ecomic: Hack the Data Culture</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/pnrr/il-laboratorio-di-innovazione-ecomic-hack-the-data-culture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Musollino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 12:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti in attesa di finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[CulturaDigitale]]></category>
		<category><![CDATA[HACKATHON]]></category>
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		<category><![CDATA[PATRIMONIOCULTURALEDIGITALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 9 all’11 dicembre 2025, nella cornice del Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo, si è svolto l’hackathon “Ecomic: Hack the Data Culture”, maratona per la creazione di prototipi di soluzioni applicative basati sui dati del patrimonio culturale. Dodici gruppi di designer e sviluppatori si sono confrontati su sfide concrete per rispondere alle esigenze di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/pnrr/il-laboratorio-di-innovazione-ecomic-hack-the-data-culture/">Il laboratorio di innovazione Ecomic: Hack the Data Culture</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 9 all’11 dicembre 2025, nella cornice del Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo, si è svolto l’<a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/ecomic-hack-the-data-culture-2025/">hackathon “Ecomic: Hack the Data Culture”</a>, maratona per la creazione di prototipi di soluzioni applicative basati sui dati del patrimonio culturale.</p>
<p>Dodici gruppi di designer e sviluppatori si sono confrontati su sfide concrete per rispondere alle esigenze di archivisti, catalogatori ed enti culturali, utilizzando gli strumenti tecnologici messi a disposizione da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/dpaas-ecomic/">DPaaS, la piattaforma-laboratorio di Ecomic</a>.</p>
<hr />
<h5><span style="color: #000000;"><strong>Le sfide dell’hackathon</strong></span></h5>
<p>L’evento ha rappresentato un momento di sperimentazione che ha visto i gruppi di lavoro impegnati su due sfide:</p>
<p>Sfida n.1 – “<strong>AI per la descrizione del patrimonio culturale</strong>” per lo sviluppo di strumenti per supportare gli operatori culturali nelle attività di catalogazione di manoscritti del 1400 circa, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>Sfida n.2 – “<strong>Dal 2D al 3D: dati, immagini e creatività per costruire nuovi mondi digitali</strong>” per supportare la progettazione di sistemi intelligenti capaci di riprodurre reperti e opere in 3D reperti a partire da fotografie.</p>
<p>Al termine della tre giorni di lavoro, il percorso di sviluppo si è concluso con la <strong>premiazione dei gruppi vincitori</strong> che si sono distinti per innovatività e solidità tecnica.</p>
<p>Accanto ai vincitori, altri sei gruppi hanno contribuito all’hackathon con <strong>idee e prototipi di grande valore</strong>, dimostrando come competenze diversificate costituiscano un approccio efficace allo sviluppo preliminare di nuovi servizi digitali.</p>
<hr />
<h5><span style="color: #000000;"><strong>Progetti vincitori</strong></span></h5>
<p>Il Direttore Andrea De Pasquale della Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione, il Direttore Giuliano Romalli dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library, assieme al gruppo di lavoro dell’Ecosistema digitale per la cultura – Ecomic hanno proceduto a premiare:</p>
<p><strong>Per la sfida 1</strong> | AI per la descrizione del patrimonio culturale</p>
<ul>
<li>1° premio, del valore di <strong>€ 10.000,00</strong><br />
al gruppo “<strong>Malevi</strong>”: Matteo Ferrario, Vittorio Napoli, Leonardo Mussato<br />
soluzione “<strong>VERA</strong>”.</li>
<li>2° premio, del valore di <strong>€ 6.000,00</strong><br />
al gruppo “<strong>The Italian Job</strong>”:Fabrizio Tomasso, Andrea Alessandrelli, Pasquale Maritato<br />
soluzione “<strong>Mnemosine &#8211; Assistente AI per il patrimonio culturale</strong>”.</li>
<li>3° premio, del valore di <strong>€ 4.000,00</strong><br />
al gruppo “<strong>Clarch</strong>”: Diletta Quarticelli; Giulia D&#8217;Aleo; Marcello Domenis<br />
soluzione “<strong>CLARCH &#8211; Clever archive &#8211; Dati archivistici arricchiti e accessibili</strong>”.</li>
</ul>
<p><strong>Per la sfida 2</strong> | Dal 2D al 3D: dati, immagini e creatività per costruire nuovi mondi digitali</p>
<ul>
<li>1° premio, del valore di <strong>€ 10.000,00</strong><br />
al gruppo “<strong>Tesoro</strong>”: Daniyar Yegeubay; Roman Zhuzhgov; Iftekhar Anwar<br />
soluzione “<strong>APEX</strong>”.</li>
<li>2° premio, del valore di <strong>€ 6.000,00</strong><br />
al gruppo “<strong>Istemi</strong>&#8220;: Chiara Gallo, Waseem Afzal, Eduardo Caliano<br />
soluzione “<strong>IDO</strong>”.</li>
<li>3° premio, del valore di <strong>€ 4.000,00</strong><br />
al gruppo “<strong>Pole Cats</strong>”: Fabio Mortaroli, Marco Oliva, Diego Ruega<br />
soluzione “<strong>Cultura 3D</strong>”.</li>
</ul>
<p>La premiazione si è svolta in occasione degli “<a href="https://dgdc.cultura.gov.it/connettere-patrimoni-costruire-futuri-stati-generali-del-digitale-nella-cultura-a-roma-il-10-e-11-dicembre-2025/">Stati Generali del digitale nella cultura 2025</a>”, evento organizzato dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione e dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library del Ministero della Cultura.</p>
<hr />
<p>L’<strong>hackathon Ecomic: Hack the Data Culture</strong> si inserisce nel quadro delle iniziative previste dal PNRR Cultura, in particolare all’interno della Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, Componente 3 – Turismo e cultura 4.0, Investimento 1.1 – Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/pnrr/il-laboratorio-di-innovazione-ecomic-hack-the-data-culture/">Il laboratorio di innovazione Ecomic: Hack the Data Culture</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Open Data Maturity Report 2023. L’Italia è ottava</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/open-data-maturity-report-2023-litalia-e-ottava/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Musollino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 11:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[EUOpenData]]></category>
		<category><![CDATA[INTEROPERABILITA]]></category>
		<category><![CDATA[METADATI]]></category>
		<category><![CDATA[OPENDATA]]></category>
		<category><![CDATA[OPENGOVERNMENT]]></category>
		<category><![CDATA[RIUSO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Settima nel ranking dell’UE, ottava in quello allargato anche agli altri Stati. Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha pubblicato l’Open Data Maturity (ODM) Report 2023, il più importante studio con cui si monitora e si misura l’attività sui dati aperti nei Paesi membri dell’UE e in altri 8 Stati del territorio continentale. Giunto alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/open-data-maturity-report-2023-litalia-e-ottava/">Open Data Maturity Report 2023. L’Italia è ottava</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Settima nel ranking dell’UE, ottava in quello allargato anche agli altri Stati. Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha pubblicato l’Open Data Maturity (ODM) Report 2023, il più importante studio con cui si monitora e si misura l’attività sui dati aperti nei Paesi membri dell’UE e in altri 8 Stati del territorio continentale. Giunto alla sua nona edizione annuale, il Report esplora l&#8217;impegno dei Paesi europei nel portare gli open data ai cittadini e nell&#8217;incoraggiarne il riutilizzo, per creare impatto.</p>
<h5><strong>Le 4 dimensioni utilizzate</strong></h5>
<p>Per misurare la qualità, la diffusione e l’impatto dei dati aperti all’interno dell’UE in linea con la Direttiva sugli open data (UE) 2019/1024, la metodologia utilizzata prevede il ricorso a 18 indicatori complessivi, divisi in quattro dimensioni: <strong>Politica</strong>, <strong>Impatto</strong>, <strong>Portale</strong>, <strong>Qualità</strong>. I dati sono stati raccolti attraverso l&#8217;<em>Open Data Maturity Landscaping Questionnaire,</em> un questionario di autovalutazione completato da 35 Paesi:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: left;"><strong>27</strong> Stati membri;</li>
<li style="text-align: left;"><strong>3</strong> Paesi dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA &#8211; Norvegia, Svizzera, Islanda);</li>
<li style="text-align: left;"><strong>5</strong> Paesi candidati all’ingresso nell’UE (Albania, Bosnia e Erzegovina, Montenegro, Serbia, Ucraina).</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h5></h5>
<h5><strong>Italia &#8220;fast tracker&#8221; con un maturity level rating complessivo del 92%</strong></h5>
<p>Per quanto riguarda le performance relative alle quattro dimensioni d’analisi, il nostro Paese registra i seguenti risultati: policy: 98% (media UE 89%); impatto: 94% (media UE 77%); portale dati.gov.it: 93% (media UE 85%); qualità: 84% (media UE 82%).<br />
Sulla base del punteggio ottenuto, i Paesi si dividono poi in quattro categorie, dal più maturo al meno maturo: <em>trend-setter, fast-tracker</em>, <em>followers</em> e <em>beginners</em>. L’Italia presenta un maturity level rating complessivo pari al 92% (un punto percentuale in più rispetto alla <a href="https://data.europa.eu/en/publications/open-data-maturity/2022">scorsa edizione</a>), posizionandosi settima nel ranking dell’UE e ottava in quello allargato anche agli altri Stati. Resta comunque al di sopra della media europea, che si attesta all’83% (lo scorso anno la percentuale era del 79%).</p>
<p>Nel complesso, il nostro Paese mostra un buon livello di maturità in tutte le dimensioni. Sono favorite, inoltre, le attività di promozione per la pubblicazione dei dati aperti, attraverso un approccio strategico volto ad aumentare la qualità dei metadati pubblicati e il rispetto degli standard di qualità (il cruscotto che visualizza i risultati dell&#8217;Italia è disponibile su <a href="https://data.europa.eu/">data.europa.eu</a> al seguente <a href="https://data.europa.eu/sites/default/files/country-factsheet_italy_2023.pdf">link</a>). Permangono alcune difficoltà nella pubblicazione dei dati o nella creazione di misure di impatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>I Paesi &#8220;trend-setter&#8221; e i miglioramenti più significativi</strong></h5>
<p>La classifica relativa delle dimensioni resta comunque invariata rispetto al 2022. Se l’Italia è ora tra gli 11 Paesi “fast tracker”, Francia (98%), Polonia (98%), Estonia (96%), Ucraina (96%) sono i quattro i “trend-setter”; circa la metà dei Paesi analizzati è, dunque, sulla buona strada. Infine &#8211; al di là delle categorie di maturità individuate &#8211; da Slovacchia, Lettonia, Montenegro e Islanda arrivano i miglioramenti più significativi alla maturità degli Open Data:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>la <strong>Slovacchia</strong> ha creato una definizione di &#8220;impatto&#8221; dei dati aperti, ha sviluppato una metodologia per misurarlo e ha raccolto dati preliminari utilizzando la metodologia appena sviluppata;</li>
<li>la <strong>Lettonia</strong> ha introdotto nuove funzionalità del portale, come un forum di discussione, e ha condotto analisi del traffico del portale e sondaggi sulla soddisfazione degli utenti;</li>
<li>il <strong>Montenegro</strong> sta formando un consiglio per la gestione dei dati aperti come parte della propria struttura di governance, per migliorare l&#8217;attuazione delle proprie politiche sui dati aperti;</li>
<li>l&#8217;<strong>Islanda</strong> ha messo in atto processi e incentivi per monitorare il livello di riutilizzo dei dati aperti, ha lanciato iniziative per documentare quali e come i set di dati aperti vengono riutilizzati e, come la Slovacchia, ha creato una definizione di impatto dei dati aperti.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Per conoscere i dati del Rapporto e dei singoli Paesi partecipanti, è possibile consultare la pagina dedicata all&#8217;ODM Report su <a href="http://www.data.europa.eu/">data.europa.eu</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fare governo aperto: il percorso pilota della Digital Library</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/fare-governo-aperto-il-percorso-pilota-della-digital-library/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Musollino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 17:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[OPENDATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e in collaborazione con Formez PA, il progetto di Governo Aperto Opengov: metodi e strumenti per l&#8217;amministrazione aperta è parte di una più ampia iniziativa internazionale cui l’Italia ha aderito nel 2011 (Open Government Partnership), che sostiene la diffusione del modello e dei principi del governo aperto nella pubblica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/fare-governo-aperto-il-percorso-pilota-della-digital-library/">Fare governo aperto: il percorso pilota della Digital Library</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Promosso dal </span><a href="https://www.funzionepubblica.gov.it/dipartimento-della-funzione-pubblica"><span data-contrast="none">Dipartimento della Funzione Pubblica</span></a><span data-contrast="auto"> e in collaborazione con Formez PA, il progetto di Governo Aperto </span><a href="https://open.gov.it/"><i><span data-contrast="none">Opengov: metodi e strumenti per l&#8217;amministrazione aperta</span></i></a><span data-contrast="auto"> è parte di una più ampia iniziativa internazionale cui l’Italia ha aderito nel 2011 (</span><a href="https://www.opengovpartnership.org/members/italy/"><span data-contrast="none">Open Government Partnership</span></a><span data-contrast="auto">), che sostiene la diffusione del modello e dei principi del governo aperto nella pubblica amministrazione attraverso l’elaborazione di una strategia nazionale, la promozione della cultura e delle competenze necessarie a progettare e gestire processi decisionali trasparenti, inclusivi e rendicontabili. </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Al progetto di Governo Aperto ha partecipato anche l’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale &#8211; </span><i><span data-contrast="auto">Digital Library</span></i><span data-contrast="auto"> con un proprio percorso pilota: “Disseminazione e partecipazione al Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale”. La proposta ha voluto puntare al miglioramento della qualità delle azioni presentate nel Piano (PND), in continuità con la </span><a href="http://xn--ha%20voluto%20consolidare%20quanto%20appreso%20in%20precedenza%20dal%20confronto%20con%20i%20soggetti%20in%20ambito%20ministeriale%2C%20per%20allargare%20il%20dialogo%20anche%20al%20mondo%20delluniversit%20e%20della%20ricerca%2C%20delle%20industrie%20culturali%20e%20creative%2C%20dei%20soggetti%20privati%20che%20gestiscono%20il%20patrimonio%20culturale%2C%20promuovendo%20un%20linguaggio%20condiviso%20sul%20patrimonio%20culturale%20digitale-w78az9872n./"><span data-contrast="none">consultazione pubblica</span></a><span data-contrast="auto"> realizzata tra maggio e giugno 2022 su ParteciPa, la piattaforma del Governo italiano dedicata ai processi di consultazione e partecipazione pubblica.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nell’ambito della Linea 2 “Sostenere la cultura dell’amministrazione aperta”, l&#8217;Istituto ha programmato un ciclo di webinar suddivisi in tre appuntamenti (</span><a href="http://eventipa.formez.it/node/399463"><span data-contrast="none">Open government come pratica di governo</span></a><span data-contrast="auto">; </span><a href="http://eventipa.formez.it/node/399463"><span data-contrast="none">I dati governativi aperti come strumento di accountability</span></a><span data-contrast="auto">; </span><a href="http://eventipa.formez.it/node/399463"><span data-contrast="none">Coinvolgere i cittadini nelle decisioni pubbliche come momento di trasparenza</span></a><span data-contrast="auto">) e corsi di </span><b><span data-contrast="auto">formazione</span></b><span data-contrast="auto"> realizzati attraverso la metodologia didattica </span><a href="https://elearning.formez.it/enrol/index.php?id=136"><span data-contrast="none">MOOC</span></a><span data-contrast="auto"> (Massive Open Online Courses), a cui hanno partecipato dipendenti e funzionari del Ministero della cultura.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:276}"><br />
</span><span data-contrast="auto">Un altro filone di attività si è invece concretizzato in u</span><span data-contrast="auto">n percorso laboratoriale di sviluppo di </span><b><span data-contrast="auto">competenze</span></b><span data-contrast="auto"> utili al rafforzamento della capacità amministrativa. Programmati in due distinti momenti </span><span data-contrast="auto">(</span><a href="http://eventipa.formez.it/node/439045"><span data-contrast="none">L’utilizzo della piattaforma Decidim</span></a><span data-contrast="auto">; </span><a href="http://eventipa.formez.it/node/439045"><span data-contrast="none">L&#8217;accountability dei processi decisionali pubblici</span></a><span data-contrast="auto">), i</span><span data-contrast="auto"> workshop hanno approfondito i temi della partecipazione pubblica online e dell&#8217;accountability degli enti pubblici.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">Conoscere e sapere come individuare modelli, strumenti e tecnologie per le amministrazioni, grandi o piccole che siano, ha permesso alla Digital Library di impostare un progetto di Governo Aperto secondo una prospettiva di uso e riuso dei dati, di prendere decisioni qualitativamente migliori e di generare valore pubblico.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">I risultati dell’esperienza realizzata dalla Digital Library sono stati condivisi con altre amministrazioni, in un </span><a href="http://eventipa.formez.it/node/440124"><span data-contrast="none">momento pubblico di confronto</span></a><span data-contrast="auto"> tra i partecipanti dei diversi percorsi pilota realizzati nell’ambito del progetto Opengov.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/fare-governo-aperto-il-percorso-pilota-della-digital-library/">Fare governo aperto: il percorso pilota della Digital Library</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia &#8220;trend setter&#8221; nell&#8217;Open Data Maturity Report 2022</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/litalia-trend-setter-nellopen-data-maturity-report-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 11:37:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[METADATI]]></category>
		<category><![CDATA[OPENDATA]]></category>
		<category><![CDATA[OPENGOVERNMENT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=6360</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha pubblicato l’Open Data Maturity Report 2022: si tratta del più importante studio con cui si monitora e si misura l’attività sui dati aperti messa in atto dai Paesi Membri, da 3 Paesi EFTA (Norvegia, Svizzera, Islanda) e da alcuni Paesi candidati (Albania, Montenegro, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Ucraina). Per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/litalia-trend-setter-nellopen-data-maturity-report-2022/">L&#8217;Italia &#8220;trend setter&#8221; nell&#8217;Open Data Maturity Report 2022</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha pubblicato l’<strong>Open Data Maturity Report</strong> 2022: si tratta del più importante studio con cui si monitora e si misura l’attività sui <strong>dati aperti</strong> messa in atto dai Paesi Membri, da 3 Paesi EFTA (Norvegia, Svizzera, Islanda) e da alcuni Paesi candidati (Albania, Montenegro, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Ucraina). Per misurare la qualità, la diffusione e l’impatto dei dati aperti all’interno dell’UE, la metodologia utilizzata dall’Open Data Maturity Report prevede il ricorso a 14 <strong>indicatori</strong>, divisi in quattro <strong>dimensioni</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Policy</strong>: fa luce sulle politiche e sulle strategie per i dati aperti in atto nei Paesi europei;</li>
<li><strong>Impatto</strong>: analizza la volontà, la preparazione e la capacità dei Paesi europei di misurare sia il riutilizzo che l&#8217;impatto creato dai dati aperti;</li>
<li><strong>Portale</strong>: si concentra sulle caratteristiche, l&#8217;uso e la sostenibilità dei portali nazionali di dati aperti dei Paesi;</li>
<li><strong>Qualità</strong>: esamina le misure adottate dai gestori dei portali per garantire la raccolta sistematica dei metadati dalle fonti di tutto il Paese.</li>
</ul>
<p>Sulla base del punteggio ottenuto, i Paesi sono stati divisi in quattro categorie: trend-setter, fast-tracker, followers e beginners. L’Italia presenta un maturity level rating del 91%, che la colloca al settimo posto, all’interno del cluster dei trend-setter, al di sopra della media europea del 79% (anche se in calo rispetto al 92% dello scorso anno). Al primo posto, si è piazzata la Francia con il 97,2%.</p>
<p>L’Italia spicca in particolare in materia di Policy e Portale: il nostro Paese vanta, dal 2013, una normativa specifica sui dati aperti e, dal 2011, un portale dedicato, <strong>dati.gov.it</strong>, il catalogo nazionale dei metadati relativi ai dati di tipo aperto rilasciati dalle pubbliche amministrazioni, in linea con le direttive europee e le buone prassi.</p>
<p>Di particolare importanza appare la dimensione dell’<strong>impatto</strong> e del <strong>riuso dei dati</strong>. Con l’affermarsi delle pratiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico attraverso i dati aperti, è diventato sempre più rilevante prevedere delle misure in grado di valutare gli impatti che questi hanno a livello sociale, economico e ambientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/litalia-trend-setter-nellopen-data-maturity-report-2022/">L&#8217;Italia &#8220;trend setter&#8221; nell&#8217;Open Data Maturity Report 2022</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sentieri digitali della Sardegna</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/sentieri-digitali-della-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 15:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGENDADIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[INFRASTRUTTURADIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[OPENDATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I luoghi della cultura non devono essere solamente attrattori ma devono diventare loro stessi attivatori di processi e far parte di un progetto collettivo. Allo stesso modo, i dati digitali devono essere “curati” e considerati un punto di partenza. Devono saper coinvolgere l’utente, stimolare la sua voglia di creare nuovi contenuti”. Lo ha dichiarato la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I luoghi della cultura non devono essere solamente attrattori ma devono diventare loro stessi attivatori di processi e far parte di un progetto collettivo. Allo stesso modo, i dati digitali devono essere “curati” e considerati un punto di partenza. Devono saper coinvolgere l’utente, stimolare la sua voglia di creare nuovi contenuti”. Lo ha dichiarato la Direttrice della Digital Library, Laura Moro, intervenendo alla presentazione di “Andalas De Cultura”, progetto dell’Assessorato regionale della Pubblica istruzione e Beni Culturali, inserito all’interno dell’Agenda digitale della Regione Sardegna. Con Andalas le numerose risorse digitali esistenti prodotte negli anni dall’Amministrazione regionale verranno messe a sistema per offrire un modello di massima fruizione che sia accessibile e sostenibile per tutti i potenziali utenti che attraverso una componente di intelligence (metamotore), verranno realizzate. La funzionalità di ricerca è infatti in grado di interrogare le banche dati degli ambiti nazionali e locali relativi ad Archivi, Biblioteche e Musei (ABM), le cui risorse saranno fruibili attraverso il rinnovato portale SardegnaCultura, offrendo all’utente una esperienza di fruizione del patrimonio culturale completa e integrata nel quale le risorse sono messe in relazione tra di loro. Queste azioni renderanno disponibile un unico e immenso patrimonio di dati culturali digitali, disponibili anche in formato aperto (OpenData), in linea con le indicazioni dell’Agenda Digitale.<br />
“Considero Andalas un ottimo repository che, insieme a quelli delle altre Regioni, andrà a far parte della grande infrastruttura nazionale che stiamo costruendo. Non una semplice vetrina ma un sistema che serva tanto ai terriori quanto alla società” ha concluso la Moro.<br />
<a href="https://www.sardegnacultura.it/j/v/298?s=39251&amp;v=2&amp;c=2550&amp;gg=8&amp;m=11&amp;y=2022&amp;t=1">https://www.sardegnacultura.it/j/v/298?s=39251&amp;v=2&amp;c=2550&amp;gg=8&amp;m=11&amp;y=2022&amp;t=1</a></p>
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		<title>Open Data e D.Lgs 200/2021</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/open-data-e-d-lgs-200-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 11:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[OPENDATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il D. Lgs. 200/2021 ha recepito in Italia la cosiddetta Direttiva &#8220;Open Data&#8221; (UE 2019/1024), diventando così il riferimento normativo in tema di apertura dei dati e riutilizzo dell’informazione del settore pubblico. Con le modifiche apportate, in alcuni casi sostanziali, si intende sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;informazione del settore pubblico a vantaggio dell&#8217;economia e della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>D. Lgs. 200/2021 </strong>ha recepito in Italia la cosiddetta <strong>Direttiva &#8220;Open Data&#8221;</strong> (UE 2019/1024), diventando così il riferimento normativo in tema di apertura dei dati e riutilizzo dell’informazione del settore pubblico.<br />
Con le modifiche apportate, in alcuni casi sostanziali, si intende sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;informazione del settore pubblico a vantaggio dell&#8217;economia e della società europee.<br />
Gli aspetti di novità riguardano, tra l’altro: i dati dinamici e il loro accesso in tempo reale mediante mezzi tecnici adeguati, l&#8217;aumento dell&#8217;offerta di dati pubblici preziosi a fini di riutilizzo, anche provenienti da imprese pubbliche, organizzazioni che svolgono attività di ricerca e organizzazioni che finanziano la ricerca; l’individuazione di dati di elevato valore; la relazione della direttiva stessa e alcuni strumenti giuridici correlati, tra cui la <strong>Direttiva INSPIRE</strong> e il framework di interoperabilità correlato.<br />
Per questo <strong>Formez</strong> ha organizzato per il <strong>1 Giugno alle 10.00</strong> il <strong>webinar</strong> <strong>&#8220;Linee guida open data: focus su dati della ricerca, beni culturali ed esperienze transnazionali&#8221; </strong>con l’obiettivo di offrire dei focus di approfondimento su alcuni aspetti come i dati della ricerca, le disposizioni specifiche sui beni culturali e la relazione con la regolamentazione di settore definita dal Piano Nazionale di Digitalizzazione e relative linee guida, oltre ad esperienze transfrontaliere di produzione e pubblicazione di open data.<br />
L&#8217;appuntamento fa parte del ciclo “Le Linee Guida per l’apertura dei dati e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico nell’ambito della strategia europea e il contesto nazionale in materia di dati”.<br />
Il webinar è gratuito e ci si può iscrivere <a href="http://eventipa.formez.it/node/371150">qui</a></p>
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		<title>Al via i focus group di DL e Fondazione Scuola Beni Culturali</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 13:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FONDAZIONESCUOLABENICULTURALI]]></category>
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		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[RELAZIONIDIGITALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costruire una comunità di riferimento che riconosca l’azione di formazione prevista nell’ambito del progetto Piattaforme e strategie digitali per il patrimonio culturale quale processo necessario al raggiungimento degli obiettivi di cambiamento delineati dall’investimento PNRR. Con questo obiettivo la Digital Library insieme a Fondazione Scuola Beni Attività Culturali, sempre nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Relazioni Digitali&#8221;, ha organizzato un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Costruire una comunità di riferimento che riconosca l’<strong>azione di formazione</strong> prevista nell’ambito del progetto <strong>Piattaforme e strategie digitali per il patrimonio culturale</strong> quale processo necessario al raggiungimento degli obiettivi di cambiamento delineati dall’investimento <strong>PNRR</strong>.<br />
Con questo obiettivo la <strong>Digital Library</strong> insieme a <strong>Fondazione Scuola Beni Attività Culturali</strong>, sempre nell&#8217;ambito del progetto<strong> &#8220;Relazioni Digitali&#8221;,</strong> ha organizzato <strong>un ciclo di focus group</strong> in cui si confronteranno e dialogheranno un gruppo di esperti provenienti dalla PA, soggetti privati e Università. <strong>Ciascun gruppo sarà animato e stimolato da un facilitatore</strong>.<br />
Sulla base di una specifica tematica, saranno messi a fuoco problemi, possibili soluzioni, casi d&#8217;uso, buone pratiche ed esperienze pregresse in vista di un <strong>successivo ciclo di webinar.</strong><br />
<strong>Il primo focus group</strong> si terrà <strong>lunedì 2 maggio</strong> e sarà incentrato sui vantaggi e le opportunità della <strong>produzione</strong> e della <strong>pubblicazione</strong> di <strong>dati in formato aperto</strong> e la <strong>loro circolazione e riuso </strong>da parte di utenti diversi, singoli o aggregati. Si analizzeranno le <strong>normative di circolazione e riuso</strong> delle riproduzioni del beni culturali, i<strong> vantaggi di produrre e pubblicare dati in formato aperto</strong> e i successi/insuccessi legati all’accesso in rete alle risorse come supporto alla fruizione del patrimonio.<br />
Questi i partecipanti al primo focus group:<br />
• Silvia Caldarini, Docente di Storia dell&#8217;Arte e Potenziamento dell&#8217;Offerta Formativa<br />
• Chiara Capulli, University of Cambridge, Bibliotheca Hertziana<br />
• Klaus Kempf, Libero consulente (Biblioteche)<br />
• Giorgia Lodi, Tecnologa, Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione – CNR<br />
• Maurizio Napolitano, Responsabile del progetto Digital Commons Lab (DCL), Fondazione Bruno Kessler<br />
• Maria Pepe, Bibliotecario, Biblioteca nazionale centrale di Firenze<br />
• Laura Ronzon, Direttrice Collezioni, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci<br />
• Anna Maria Tammaro, Bibliotecario, Università di Parma<br />
• Susanne Töpfer, Curatrice, Museo Egizio di Torino</p>
<p><a href="https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/relazioni-digitali-call/">https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/relazioni-digitali-call/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali/">Al via i focus group di DL e Fondazione Scuola Beni Culturali</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Ciak si va on line</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/ciak-si-va-on-line/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 15:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ACCESSIBILITA]]></category>
		<category><![CDATA[DATABASE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sito web all’insegna della trasparenza e dell’accessibilità. Questa la dichiarazione d’intenti alla presentazione del nuovo portale della Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, presentato dal Direttore generale Nicola Borrelli nel corso di un’affollata conferenza stampa online. Il sito, basato su open data, presenta un’architettura ed una grafica più chiare del precedente, adatte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un sito web all’insegna della trasparenza e dell’accessibilità. Questa la dichiarazione d’intenti alla presentazione del nuovo portale della Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, presentato dal Direttore generale Nicola Borrelli nel corso di un’affollata conferenza stampa online. Il sito, basato su open data, presenta un’architettura ed una grafica più chiare del precedente, adatte quindi anche un’utenza non strettamente specialistica. Ampliati ed aggiornati, in particolare, i database dedicati ai nulla osta e alla classificazione delle opere cinematografiche registrate ai fini dell’ottenimento dei contributi ministeriali, con la possibilità di una ricerca “full text”.<br />
<a href="https://cinema.cultura.gov.it/">https://cinema.cultura.gov.it/</a></p>
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		<title>Lazio antico e digitale</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/lazio-antico-e-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 14:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[MAPPAINTERATTIVA]]></category>
		<category><![CDATA[OPENDATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per molti è considerato la culla della civiltà occidentale e cristiana ed ora è possibile esplorarne storia, beni e siti archeologici attraverso un atlante digitale. Grazie al progetto “Lazio Antico”, la prima mappatura digitale completa dei beni e dei siti archeologici, compresi tra il IX secolo a.C. e il VI secolo d.C. nel territorio laziale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/lazio-antico-e-digitale/">Lazio antico e digitale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per molti è considerato la culla della civiltà occidentale e cristiana ed ora è possibile esplorarne storia, beni e siti archeologici attraverso un atlante digitale.<br />
Grazie al progetto “Lazio Antico”, la prima mappatura digitale completa dei beni e dei siti archeologici, compresi tra il IX secolo a.C. e il VI secolo d.C. nel territorio laziale a sud del Tevere.<br />
La piattaforma, open data, è realizzata dalla Regione Lazio in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità de La Sapienza e si avvale di una Infrastruttura di Dati Territoriali (IDT), che ha permesso l’integrazione tra i database digitali già esistenti con i dati, indagini e fonti pregresse, sia edite che inedite.<br />
&#8220;Lazio Antico&#8221; è il frutto di un lungo lavoro iniziato nel 2018 e che ha visto coinvolti più di 30 giovani studiosi tra i 22 e i 40 anni attraverso il censimento e la catalogazione di epigrafi, sculture, decorazioni architettoniche, pavimentali e parietali in 215 comuni e 69 contesti territoriali. Sono state così registrate oltre 41 mila presenze archeologiche e monumentali (Unità Topografiche), e schedati oltre 10 mila oggetti. Sono stati, inoltre, analizzati i resti di 160 edifici e complessi monumentali ricostruendone l’architettura e gli arredi attraverso 216 tavole navigabili.<br />
<a href="https://www.lazioantico.it/">https://www.lazioantico.it/</a></p>
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		<title>Il colore nascosto</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-colore-nascosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 12:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[MANN]]></category>
		<category><![CDATA[OPENDATA]]></category>
		<category><![CDATA[REALTAUMENTATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il colore c’è ma non si vede. O almeno non l’occhio umano. Protagoniste sono tre statue colossali della collezione Farnese nel Museo Archeologico nazionale di Napoli (MANN): la Venere Marina, la Venere in bikini e la Venere Lovatelli, apparentemente in marmo bianco, ma che le tecnologie digitali hanno scoperto essere in realtà scolpite in policromia. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-colore-nascosto/">Il colore nascosto</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il colore c’è ma non si vede. O almeno non l’occhio umano. Protagoniste sono tre statue colossali della collezione Farnese nel Museo Archeologico nazionale di Napoli (MANN): la Venere Marina, la Venere in bikini e la Venere Lovatelli, apparentemente in marmo bianco, ma che le tecnologie digitali hanno scoperto essere in realtà scolpite in policromia.<br />
Per questo il museo partenopeo, in collaborazione con la National Taiwan Normal University di Tapei, l’Università di Roma Tor Vergata, l&#8217;Università di Perugia e l&#8217;Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, sta lavorando per riscoprirne i colori. In apposite sale espositive, dette “Expert room”, i visitatori del museo potranno seguire le fasi della ricerca che coinvolgono sensori all’avanguardia e diversi tipi di radiazioni per riconoscere i pigmenti originari, svaniti nel corso dei secoli.<br />
I risultati del progetto triennale saranno sistematizzati in un database sulla policromia antica e divulgati con doppio catalogo, uno per gli studiosi e l’altro per un pubblico di appassionati, secondo l’approccio dei dati aperti. Le statue saranno poi digitalizzate con tecnologie 3D e attraverso la realtà aumentata sarà possibile ammirarle “in technicolor”.<br />
<a href="https://mannapoli.it/mann-in-colours/">https://mannapoli.it/mann-in-colours/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/il-colore-nascosto/">Il colore nascosto</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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