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	<title>INTEROPERABILITA Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
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	<title>INTEROPERABILITA Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>Open Data Maturity Report 2023. L’Italia è ottava</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/open-data-maturity-report-2023-litalia-e-ottava/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Musollino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 11:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[EUOpenData]]></category>
		<category><![CDATA[INTEROPERABILITA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Settima nel ranking dell’UE, ottava in quello allargato anche agli altri Stati. Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha pubblicato l’Open Data Maturity (ODM) Report 2023, il più importante studio con cui si monitora e si misura l’attività sui dati aperti nei Paesi membri dell’UE e in altri 8 Stati del territorio continentale. Giunto alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/open-data-maturity-report-2023-litalia-e-ottava/">Open Data Maturity Report 2023. L’Italia è ottava</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Settima nel ranking dell’UE, ottava in quello allargato anche agli altri Stati. Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha pubblicato l’Open Data Maturity (ODM) Report 2023, il più importante studio con cui si monitora e si misura l’attività sui dati aperti nei Paesi membri dell’UE e in altri 8 Stati del territorio continentale. Giunto alla sua nona edizione annuale, il Report esplora l&#8217;impegno dei Paesi europei nel portare gli open data ai cittadini e nell&#8217;incoraggiarne il riutilizzo, per creare impatto.</p>
<h5><strong>Le 4 dimensioni utilizzate</strong></h5>
<p>Per misurare la qualità, la diffusione e l’impatto dei dati aperti all’interno dell’UE in linea con la Direttiva sugli open data (UE) 2019/1024, la metodologia utilizzata prevede il ricorso a 18 indicatori complessivi, divisi in quattro dimensioni: <strong>Politica</strong>, <strong>Impatto</strong>, <strong>Portale</strong>, <strong>Qualità</strong>. I dati sono stati raccolti attraverso l&#8217;<em>Open Data Maturity Landscaping Questionnaire,</em> un questionario di autovalutazione completato da 35 Paesi:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: left;"><strong>27</strong> Stati membri;</li>
<li style="text-align: left;"><strong>3</strong> Paesi dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA &#8211; Norvegia, Svizzera, Islanda);</li>
<li style="text-align: left;"><strong>5</strong> Paesi candidati all’ingresso nell’UE (Albania, Bosnia e Erzegovina, Montenegro, Serbia, Ucraina).</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h5></h5>
<h5><strong>Italia &#8220;fast tracker&#8221; con un maturity level rating complessivo del 92%</strong></h5>
<p>Per quanto riguarda le performance relative alle quattro dimensioni d’analisi, il nostro Paese registra i seguenti risultati: policy: 98% (media UE 89%); impatto: 94% (media UE 77%); portale dati.gov.it: 93% (media UE 85%); qualità: 84% (media UE 82%).<br />
Sulla base del punteggio ottenuto, i Paesi si dividono poi in quattro categorie, dal più maturo al meno maturo: <em>trend-setter, fast-tracker</em>, <em>followers</em> e <em>beginners</em>. L’Italia presenta un maturity level rating complessivo pari al 92% (un punto percentuale in più rispetto alla <a href="https://data.europa.eu/en/publications/open-data-maturity/2022">scorsa edizione</a>), posizionandosi settima nel ranking dell’UE e ottava in quello allargato anche agli altri Stati. Resta comunque al di sopra della media europea, che si attesta all’83% (lo scorso anno la percentuale era del 79%).</p>
<p>Nel complesso, il nostro Paese mostra un buon livello di maturità in tutte le dimensioni. Sono favorite, inoltre, le attività di promozione per la pubblicazione dei dati aperti, attraverso un approccio strategico volto ad aumentare la qualità dei metadati pubblicati e il rispetto degli standard di qualità (il cruscotto che visualizza i risultati dell&#8217;Italia è disponibile su <a href="https://data.europa.eu/">data.europa.eu</a> al seguente <a href="https://data.europa.eu/sites/default/files/country-factsheet_italy_2023.pdf">link</a>). Permangono alcune difficoltà nella pubblicazione dei dati o nella creazione di misure di impatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>I Paesi &#8220;trend-setter&#8221; e i miglioramenti più significativi</strong></h5>
<p>La classifica relativa delle dimensioni resta comunque invariata rispetto al 2022. Se l’Italia è ora tra gli 11 Paesi “fast tracker”, Francia (98%), Polonia (98%), Estonia (96%), Ucraina (96%) sono i quattro i “trend-setter”; circa la metà dei Paesi analizzati è, dunque, sulla buona strada. Infine &#8211; al di là delle categorie di maturità individuate &#8211; da Slovacchia, Lettonia, Montenegro e Islanda arrivano i miglioramenti più significativi alla maturità degli Open Data:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>la <strong>Slovacchia</strong> ha creato una definizione di &#8220;impatto&#8221; dei dati aperti, ha sviluppato una metodologia per misurarlo e ha raccolto dati preliminari utilizzando la metodologia appena sviluppata;</li>
<li>la <strong>Lettonia</strong> ha introdotto nuove funzionalità del portale, come un forum di discussione, e ha condotto analisi del traffico del portale e sondaggi sulla soddisfazione degli utenti;</li>
<li>il <strong>Montenegro</strong> sta formando un consiglio per la gestione dei dati aperti come parte della propria struttura di governance, per migliorare l&#8217;attuazione delle proprie politiche sui dati aperti;</li>
<li>l&#8217;<strong>Islanda</strong> ha messo in atto processi e incentivi per monitorare il livello di riutilizzo dei dati aperti, ha lanciato iniziative per documentare quali e come i set di dati aperti vengono riutilizzati e, come la Slovacchia, ha creato una definizione di impatto dei dati aperti.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Per conoscere i dati del Rapporto e dei singoli Paesi partecipanti, è possibile consultare la pagina dedicata all&#8217;ODM Report su <a href="http://www.data.europa.eu/">data.europa.eu</a>.</p>
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		<title>II° Focus Group: Interoperabilità tra le risorse</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/ii-focus-group-interoperabilita-tra-le-risorse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 13:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FAIR]]></category>
		<category><![CDATA[FONDAZIONESCUOLABENICULTURALI]]></category>
		<category><![CDATA[INTEROPERABILITA]]></category>
		<category><![CDATA[RELAZIONIDIGITALI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;oggi è in programma il secondo Focus Group organizzato dalla Digital Library insieme a Fondazione Scuola Beni Attività Culturali. Sarà incentrato sulla trasformazione digitale che crea l’opportunità di mettere in relazione gli oggetti del patrimonio culturale digitale, rendendo possibile l’interscambio dei dati nel web e tra diverse banche di dati. Produrre e pubblicare le risorse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;oggi è in programma il secondo Focus Group organizzato dalla Digital Library insieme a Fondazione Scuola Beni Attività Culturali.<br />
Sarà incentrato sulla trasformazione digitale che crea l’opportunità di mettere in relazione gli oggetti del patrimonio culturale digitale, rendendo possibile l’interscambio dei dati nel web e tra diverse banche di dati. Produrre e pubblicare le risorse digitali secondo i principi FAIR (Findable / Rintracciabili, Accessible / Accessibili, Interoperable / Interoperabili e Re-usable / Riutilizzabili) significa renderli consistenti e riutilizzabili e promuoverne la rintracciabilità, l’accesso e il riuso<br />
Partecipano:<br />
• Alessandro Bollo, Direttore, Polo del &#8216;900<br />
• Roberto Ferrari, Direttore, Museo Galileo<br />
• Emilia Groppo, Docente Dipartimento beni culturali, Università di Bologna<br />
• Alice Silvia Legé, Ufficio Parco Reale e Giardino Inglese e Ufficio Cura e Gestione delle Collezioni, Reggia di Caserta<br />
• Francesca Mambelli, Docente Dipartimento delle Arti, Università di Bologna<br />
• Cinzia Manco, Assistente Dip. Digitalizzazione, Gallerie degli Uffizi<br />
• Lisa Parolo, Project and research manager, clearance coordinator, ArchiveOn<br />
• Silvio Peroni, Docente Dipartimento di filologia classica e italianistica, Università di Bologna<br />
• Gemma Torre, Archivista, manager of sales, Hyperborea<br />
• Gennaro Tortino, Funzionario Conservatore Restauratore, conservazione digitale e gestione delle collezioni librarie, archivistiche e fotografiche del museo, Reggia di Caserta</p>
<p><a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali">https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/al-via-i-focus-group-di-dl-e-fondazione-scuola-beni-culturali</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/eventi/ii-focus-group-interoperabilita-tra-le-risorse/">II° Focus Group: Interoperabilità tra le risorse</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Principi F.A.I.R. &#8211; Interoperabilità</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 13:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FAIR]]></category>
		<category><![CDATA[ICCU]]></category>
		<category><![CDATA[IIIF]]></category>
		<category><![CDATA[INTEROPERABILITA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli acronimi popolano il mondo del Web, degli standard e dei protocolli, di linguaggi e di vocabolari. In questi ultimi anni si parla molto di principi F.A.I.R., pubblicati su &#8220;Scientific Data&#8221; nel 2016, e sembrano essere al centro del dibattito sulla gestione dei dati della ricerca: hanno ricevuto un riconoscimento mondiale da parte di varie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/">Principi F.A.I.R. &#8211; Interoperabilità</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli acronimi popolano il mondo del Web, degli standard e dei protocolli, di linguaggi e di vocabolari. In questi ultimi anni si parla molto di principi <strong>F.A.I.R.</strong>, pubblicati su &#8220;Scientific Data&#8221; nel 2016, e sembrano essere al centro del dibattito sulla gestione dei dati della ricerca: hanno ricevuto un riconoscimento mondiale da parte di varie organizzazioni tra cui FORCE11, National Institutes of Health (NIH) o anche la stessa Commissione Europea.<br />
Fair in inglese significa “giusto”, “equo”, e l’acronimo nasconde quattro parole: <strong>Findability</strong>, <strong>Accessibility</strong>, <strong>Interoperability</strong>, <strong>Reusability</strong>. L’obiettivo di questi principi è quello di migliorare la qualità dei dati sul Web e su Internet e la capacità dei sistemi computazionali di trovare, accedere, interoperare e riutilizzare i dati e le risorse digitali. Scopo principale è quello di sostenere la ricerca e l&#8217;innovazione della conoscenza e di promuovere la condivisione e il riutilizzo dei dati. Oggi ci concentriamo sull&#8217;<strong>interoperabilità</strong>. Caratteristica a cui si tende fin dagli anni 2000, ovvero all’inizio di una nuova fase del Web, ma che rimane ancora una questione aperta, perché molti dei progetti digitali del nostro patrimonio culturale sono ancora <em>silos</em> non comunicanti tra di loro.<br />
L<strong>’interoperabilità</strong>, come da dizionario, ha diversi significati, ma quello su cui vogliamo soffermarci è quello relativo al campo dell’informatica e legato ai succitati principi <strong>F.A.I.R.</strong><br />
L’interoperabilità è dunque la capacità di due o più sistemi, applicazioni, interfacce di dialogare e scambiare informazioni. I dati per essere interoperabili devono usare formati, linguaggi e vocabolari concordati dalla comunità di riferimento. In questo contesto si parla anche di metadati che devono seguire e usare standard e vocabolari condivisi dalle comunità, e contenere collegamenti a informazioni correlate usando identificatori. Concludendo, per far dialogare una macchina con un’altra macchina, ogni oggetto digitale dovrebbe essere  accompagnato da una documentazione che ne informi dei modelli e approcci individuati e messi in pratica.<br />
Prendendo spunto dalle linee guida di <a href="https://www.iccu.sbn.it/it/">ICCU</a> del progetto <a href="https://www.iccu.sbn.it/export/sites/iccu/documenti/2019/PARTHENOS_Linee_guida_2019-09-02.pdf">PARTHENOS</a>, realizzate da cinquanta professionisti, <strong>l&#8217;interoperabilità</strong> viene indicata come qualcosa che comprenda:</p>
<p>-API (Application Programming Interface) ben documentate ed eseguibili da computer</p>
<p>-vocabolari ben definiti</p>
<p>-modelli di metadati con buona documentazione</p>
<p>-standard interoperabili definiti e adoperati</p>
<p>-procedure stabilite per migliorare la qualità dei dati</p>
<p>-formati sostenibili nel lungo periodo</p>
<p>Uno dei progetti che consigliamo come paradigmatico per l’interoperabilità è il framework <a href="https://iiif.io">IIIF</a> (International Image Interoperability Framework). Uno dei progetti italiani che attualmente utilizza l&#8217;<strong>IIIF</strong> per la gestione delle immagini è la <a href="https://edl.beniculturali.it/home/cover">Estense Digital Library</a>.</p>
<p>Vedi anche:<br />
<a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-rintracciabilita/">https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-rintracciabilita/</a><br />
<a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-accessibilita/">https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-accessibilita/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/">Principi F.A.I.R. &#8211; Interoperabilità</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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