<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ISPC Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
	<atom:link href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/tag/ispc/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/tag/ispc/</link>
	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Sep 2023 09:47:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://digitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/07/DLico.svg</url>
	<title>ISPC Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
	<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/tag/ispc/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’infrastruttura software per il patrimonio culturale (ISPC) come abilitatore di un Ecosistema digitale nazionale del patrimonio culturale</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/linfrastruttura-software-per-il-patrimonio-culturale-ispc-come-abilitatore-di-un-ecosistema-digitale-nazionale-del-patrimonio-culturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Costantino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 07:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CLOUD]]></category>
		<category><![CDATA[ECOSISTEMA]]></category>
		<category><![CDATA[INFRASTRUTTURADIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[ISPC]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=7348</guid>

					<description><![CDATA[<p>DigItalia, rivista del digitale nei beni culturali, edita dal 2005 dall&#8217;ICCU, ha come obiettivo primario lo studio ed il dibattito critico sulle tematiche relative all’applicazione delle tecnologie digitali alle varie tipologie del patrimonio culturale. Nel fascicolo n. 1 del 2023, nell&#8217;ambito della sezione &#8220;Dossier PNRR&#8220;, DigItalia ospita l&#8217;articolo &#8220;L’infrastruttura software per il patrimonio culturale (ISPC) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/linfrastruttura-software-per-il-patrimonio-culturale-ispc-come-abilitatore-di-un-ecosistema-digitale-nazionale-del-patrimonio-culturale/">L’infrastruttura software per il patrimonio culturale (ISPC) come abilitatore di un Ecosistema digitale nazionale del patrimonio culturale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dig</strong><em><strong>Italia</strong></em>, rivista del digitale nei beni culturali, edita dal 2005 dall&#8217;ICCU, ha come obiettivo primario lo studio ed il dibattito critico sulle tematiche relative all’applicazione delle tecnologie digitali alle varie tipologie del patrimonio culturale. Nel fascicolo n. 1 del 2023, nell&#8217;ambito della sezione &#8220;<strong>Dossier PNRR</strong>&#8220;, Dig<em>Italia</em> ospita l&#8217;articolo &#8220;<strong><em>L’infrastruttura software per il patrimonio culturale (ISPC) come abilitatore di un Ecosistema digitale nazionale del patrimonio culturale</em></strong>&#8220;, firmato da <strong>Luigi Cerullo</strong> e <strong>Antonella Negri</strong> della <em>Digital Library</em>. Nell&#8217;articolo, gli autori mettono in evidenza la centralità dell&#8217;infrastruttura come <strong>piattaforma abilitante</strong> di dati, processi e servizi nel quadro delle relazioni esistenti tra i diversi progetti in cui si articola l’<strong>investimento PNRR M1C3</strong> 1.1. Cerullo e Negri sottolineano la necessità della creazione di un <strong>contesto tecnologico abilitante</strong>, che si basi sul disegno di una strategia per la gestione dei dati e delle risorse digitali del patrimonio culturale, coerente con le direttive nazionali ed europee: i <strong>dati</strong> rappresentano il fulcro della trasformazione digitale, per questo sono stati progettati interventi per la creazione di un’<strong>infrastruttura cloud hardware e software</strong> a disposizione di tutto l’<strong>ecosistema digitale della cultura</strong>, da realizzare sia attraverso la creazione di piattaforme di servizio a livello nazionale, sia stimolando e sostenendo sviluppatori e imprese per la produzione di servizi digitali da diffondere sul mercato, in grado di connettere il patrimonio culturale con le persone e le industrie creative. L’Infrastruttura Software per il Patrimonio Culturale (ISPC) rappresenta il <strong>primo spazio dati nazionale della cultura</strong> in grado di ospitare in sicurezza tutto il patrimonio digitale del Paese, consentendo agli Enti flessibilità nel modello diadesione e totale autonomia nella scelta di condivisione. Nella ISPC il patrimonio è valorizzato e arricchito per mezzo di <strong>algoritmi innovativi</strong> e <strong>tecniche di Intelligenza Artificiale</strong> e viene messo in correlazione con tutte le risorse culturali digitali presenti, sia all’interno di ciascun dominio di appartenenza (storico, artistico, archeologico, demo-etnoantropologico, archivi-stico, librario) sia tra domini diversi. La ISPC è una <strong>infrastruttura con una doppia anima</strong>: un <strong>sistema di servizi di cooperazione applicativa</strong> pensati per potenziare funzionalmente e tecnologicamente i sistemi informativi del Ministero della Cultura, degli enti territoriali e degli istituti culturali in generale, in un’ottica “<strong>Business-to- Institution</strong>”; un <strong>laboratorio di sviluppo</strong> per la creazione di nuovi servizi basati sui dati, pensato per sviluppatori, imprese culturali e start-up, in una prospettiva “<strong>Business-to-Business</strong>”. Con un’architettura scalabile e sicura basata su soluzioni <strong>Cloud</strong> che offrono performance e livelli di disponibilità adeguati, ISPC si candida a sostenere credibilmente il ruolo di abilitatore nell’offerta di servizi digitali per il panorama culturale italiano, anche nella dimensione europea. <a href="https://digitalia.cultura.gov.it/article/view/3008/2084" target="_blank" rel="noopener">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/linfrastruttura-software-per-il-patrimonio-culturale-ispc-come-abilitatore-di-un-ecosistema-digitale-nazionale-del-patrimonio-culturale/">L’infrastruttura software per il patrimonio culturale (ISPC) come abilitatore di un Ecosistema digitale nazionale del patrimonio culturale</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Droni e Nuraghi</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/droni-e-nuraghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 13:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[ISPC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=5645</guid>

					<description><![CDATA[<p>I droni sono ormai diventati uno strumento di monitoraggio tra i più efficaci e versatili, per la loro capacità di riprese ad alta definizione, anche in ambienti impervi. Una delle più recenti applicazioni ha riguardato il sito nuragico di Bruncu &#8216;e s&#8217;Omu nel territorio di Villa Verde, in provincia di Oristano, dove l’utilizzo di droni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/droni-e-nuraghi/">Droni e Nuraghi</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I droni sono ormai diventati uno strumento di monitoraggio tra i più efficaci e versatili, per la loro capacità di riprese ad alta definizione, anche in ambienti impervi.<br />
Una delle più recenti applicazioni ha riguardato il sito nuragico di Bruncu &#8216;e s&#8217;Omu nel territorio di Villa Verde, in provincia di Oristano, dove l’utilizzo di droni muniti di tecnologia LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) ha permesso l’esplorazione di un’area dominata dalla vegetazione e tuttora in corso di scavo da parte degli archeologi dell’Università di Cagliari. L’iniziativa rientra nell’ambito del Nuraghe Project, vincitore della call nazionale per l’accesso ai laboratori mobili di E-RIHS.it, il nodo italiano dell’Infrastruttura di ricerca europea per l’Heritage Science, coordinato dal CNR ISPC.<br />
I rilievi LiDAR, integrati con prospezioni multispettrali e nell’infrarosso termico da drone, hanno permesso di allargare il campo di indagine in un’area boschiva, difficile da indagare con metodi tradizionali, evidenziando numerose variazioni topografiche e micro topografiche. I dati ottenuti, associati alle ricognizioni da terra hanno rivelato la presenza delle rovine di un Nuraghe e le strutture di due insediamenti capannicoli risalenti al periodo del Bronzo Finale (1150-900 a.C.)<br />
<a href="https://www.unica.it/unica/page/it/nuraghe_project_nuove_scoperte_grazie_ai_rilievi_lidar_da_drone_del_cnr_ispc">https://www.unica.it/unica/page/it/nuraghe_project_nuove_scoperte_grazie_ai_rilievi_lidar_da_drone_del_cnr_ispc</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/droni-e-nuraghi/">Droni e Nuraghi</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>e-Archeo: un nuovo strumento per raccontare l’archeologia</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/e-archeo-un-nuovo-strumento-per-raccontare-larcheologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 12:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[ARCHEOLOGIAVIRTUALE]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[ISPC]]></category>
		<category><![CDATA[REALTAVIRTUALE]]></category>
		<category><![CDATA[ZENODO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=5518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sirmione e Desenzano, Marzabotto, Cerveteri, Alba Fucens, Velia, Egnazia, Sibari, Nora. Otto siti, da nord a sud del Paese, scelti per raccontare attraverso il digitale e la realtà virtuale le bellezze archeologiche italiane. Si tratta del progetto e-Archeo, promosso dal Ministero della Cultura e coordinato da Ales SpA, che si propone come portale aggregatore di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/e-archeo-un-nuovo-strumento-per-raccontare-larcheologia/">e-Archeo: un nuovo strumento per raccontare l’archeologia</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sirmione e Desenzano, Marzabotto, Cerveteri, Alba Fucens, Velia, Egnazia, Sibari, Nora. Otto siti, da nord a sud del Paese, scelti per raccontare attraverso il digitale e la realtà virtuale le bellezze archeologiche italiane.<br />
Si tratta del progetto e-Archeo, promosso dal Ministero della Cultura e coordinato da Ales SpA, che si propone come portale aggregatore di enti di ricerca, università e accademie, industrie creative ed esperti del settore dei Beni Culturali, secondo una forma narrativa multimediale, dedicata alle varie tipologie di insediamento sviluppatesi in Italia nel corso dei millenni.<br />
Il progetto si divide in 5 filoni:<br />
• e-Archeo 3D, per rappresentare le 8 aree archeologiche attraverso scenari a 360° interrogabili e popolati da contenuti multimediali di vario genere: video, immagini, modelli 3D di singoli reperti. Sarà fruibile situ, presso l’area archeologica, oppure da casa;<br />
• e-Archeo Voci, con una serie di approfondimenti narrativi, proposti con un linguaggio non specialistico per arrivare al grande pubblico;<br />
• e-Archeo Tattile, per coinvolgere il visitatore attraverso alcuni oggetti riprodotti tridimensionalmente;<br />
• e-Archeo HI®, disponibile solo per Cerveteri e Sirmione, per dialogare con il personaggio narrante, vocalmente o selezionando argomenti tramite tablet;<br />
• e-Archeo Video, per una video narrazione del progetto che ne racconta gli obiettivi, gli elementi di innovazione e le buone pratiche.<br />
Da sottolineare il ruolo dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del CNR che ha messo a disposizione la metodologia di meta-datazione scientifica per la mappatura delle risorse storico-archeologiche utili ai processi ricostruttivi in 3D, Extended Matrix, e la piattaforma open source di visualizzazione scientifica e interrogazione semantica, ATON. Ha inoltre sostenuto la politica dell’Open Science trasferendo i dati tecnico-scientifici e il lavoro storico-archeologico che stanno alla base di e-Archeo su Zenodo, piattaforma di condivisione dati open e accessibile a tutti.<br />
<a href="https://e-archeo.it/">https://e-archeo.it/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/e-archeo-un-nuovo-strumento-per-raccontare-larcheologia/">e-Archeo: un nuovo strumento per raccontare l’archeologia</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
