<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>IIIF Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
	<atom:link href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/tag/iiif/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/tag/iiif/</link>
	<description>Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Dec 2021 15:23:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://digitallibrary.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2021/07/DLico.svg</url>
	<title>IIIF Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
	<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/tag/iiif/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Alphabetica, il nuovo portale per esplorare il patrimonio delle biblioteche italiane</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/alphabetica-il-nuovo-portale-per-esplorare-il-patrimonio-culturale-delle-biblioteche-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 15:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[ALPHABETICA]]></category>
		<category><![CDATA[BIBLIOTECHE]]></category>
		<category><![CDATA[ECOSISTEMA]]></category>
		<category><![CDATA[ICCU]]></category>
		<category><![CDATA[IIIF]]></category>
		<category><![CDATA[SBN]]></category>
		<category><![CDATA[SISTEMABIBLIOTECARIONAZIONALE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=4141</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo strumento per consultare simultaneamente e in modo integrato, come se si trattasse di un unico catalogo generale, milioni tra notizie bibliografiche e materiali digitali relativi al patrimonio culturale conservato nelle oltre 6.500 biblioteche italiane che aderiscono al Servizio Bibliotecario Nazionale e di centinaia di istituzioni partner. E&#8217; il portale Alphabetica, il nuovo ecosistema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/alphabetica-il-nuovo-portale-per-esplorare-il-patrimonio-culturale-delle-biblioteche-italiane/">Alphabetica, il nuovo portale per esplorare il patrimonio delle biblioteche italiane</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo strumento per consultare simultaneamente e in modo integrato, come se si trattasse di un unico catalogo generale, milioni tra notizie bibliografiche e materiali digitali relativi al patrimonio culturale conservato nelle <strong>oltre 6.500 biblioteche italiane</strong> che aderiscono al <strong>Servizio Bibliotecario Nazionale</strong> e di centinaia di istituzioni partner.<br />
E&#8217; il portale <strong>Alphabetica</strong>, il nuovo ecosistema digitale dei servizi bibliografici nazionali, realizzato dall’<strong>Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane (ICCU)</strong> e presentato oggi al Collegio Romano, a coronamento di una collaborazione ultratrentennale con la Rete del Servizio Bibliotecario Nazionale e con il supporto di Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Biblioteca nazionale universitaria di Torino, Regione Emilia Romagna, Regione Liguria, Sistema bibliotecario dell’Università di Padova e Biblioteca Apostolica Vaticana. Partner tecnologici del progetto sono state le società Almaviva, DM Cultura, Inera e Meta.<br />
Il nuovo servizio è stato introdotto e spiegato da Paola Passarelli, direttore generale Biblioteche e Diritto d’autore; Simonetta Buttò, direttore dell’ICCU; Chiara Faggiolani, docente di biblioteconomia alla Sapienza – Università di Roma; Laura Moro, Direttore generale della Digital Library.</p>
<p>Da oggi Alphabetica consentirà all’utente di lanciare direttamente ricerche a testo libero in tutto l’<strong>ecosistema bibliografico</strong>, oppure di sfogliare il catalogo generale attraverso uno dei 9 percorsi specifici: <strong>Protagonisti,</strong> <strong>Musica</strong>, <strong>Libri</strong>, <strong>Manoscritti</strong>, <strong>Audio</strong> e <strong>Video</strong>, <strong>Cartografia</strong>, <strong>Periodici</strong>, <strong>Grafica</strong>, <strong>Biblioteche</strong>. I risultati sono ordinati in box che li rendono più facilmente consultabili, anche attraverso funzioni avanzate per raffinare ulteriormente la ricerca. Il principale punto di forza di Alphabetica risiede nella <strong>valorizzazione dei collegamenti tra le risorse</strong>, anche attraverso widget dedicati. L’area personale dà modo a coloro che si registrano gratuitamente di <strong>creare raccolte personalizzate</strong> e condividerle in rete, rendendo il portale uno strumento utile anche per la didattica.<br />
Il lancio di Alphabetica è contestuale al completo rinnovamento delle basi dati storiche gestite dall’Istituto: OPAC SBN, Manus Online, EDIT16, l’Aggregatore digitale e la SBNTeca. L’uso di API, l’impiego dello <strong>standard IIIF</strong> per le immagini e del visualizzatore Mirador rendono il rinnovato ecosistema digitale dei servizi bibliografici nazionali interoperabile con altre realtà digitali coordinate dall’ICCU, quali <strong>MOVIO: Mostre Digitali Online</strong> e <strong>14-18: Documenti e immagini della Grande Guerra</strong>, e con cataloghi e risorse esterni all’ecosistema, come IMAGO: Catalogo collettivo digitale della Regione Emilia Romagna, i cui materiali sono già prospettati dal portale.<br />
A questa attività di miglioramento e arricchimento dei servizi agli utenti, l’ICCU affianca l&#8217;introduzione di nuovi strumenti a disposizione della comunità bibliotecaria. Sono infatti previste attività di aggiornamento tecnologico dell’Indice SBN e sta per essere lanciata la nuova piattaforma di servizi per le biblioteche SBNCloud. Tutti nuovi e importanti passi avanti nella transizione al digitale applicata alla valorizzazione dei beni culturali con l&#8217;obiettivo di migliorare i servizi informativi rivolti al cittadino.</p>
<p>Queste alcune delle basi dati dell’ecosistema in cifre</p>
<ul>
<li><strong>OPAC SBN</strong> – Il catalogo ad accesso aperto del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), che espone online più di 18,5 milioni di notizie bibliografiche. Si tratta di una base dati in costante crescita, alimentata grazie al lavoro di più di 6.500 biblioteche che partecipano al Servizio Bibliotecario Nazionale e che condividono i dati sul patrimonio posseduto aggiornando l’Indice SBN, vero motore informatico del catalogo</li>
<li><strong>Manus Online</strong> &#8211; Ad oggi Manus Online rende consultabili online 200.965 schede, 40.815 immagini e 302.206 nomi legati al mondo dei manoscritti</li>
<li><strong>EDIT16</strong> &#8211; Il Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo contiene oggi 69.367 notizie bibliografiche, 25.736 notizie relative ad autori, 5.794 notizie relative a editori</li>
<li><strong>Aggregatore digitale e SBNTeca</strong> – 17 milioni di oggetti digitali frutto delle attività di digitalizzazione condotte da 280 biblioteche partner di Internet Culturale</li>
<li><strong>Anagrafe delle Biblioteche Italiane</strong> – Sono attualmente registrate in base dati 12.649 biblioteche</li>
</ul>
<p><strong><a href="https://alphabetica.it/web/alphabetica/">https://alphabetica.it/web/alphabetica/</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/alphabetica-il-nuovo-portale-per-esplorare-il-patrimonio-culturale-delle-biblioteche-italiane/">Alphabetica, il nuovo portale per esplorare il patrimonio delle biblioteche italiane</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Principi F.A.I.R. – Rintracciabilità</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-rintracciabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 11:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FAIR]]></category>
		<category><![CDATA[ICCU]]></category>
		<category><![CDATA[IIIF]]></category>
		<category><![CDATA[METADATI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=3798</guid>

					<description><![CDATA[<p>La nostra riflessione sui principi FAIR questa settimana affronta la parola Findability, traducibile in italiano con Rintracciabilità. Ogni lettera di FAIR è infatti dotata di un sottoinsieme di sfaccettature che si concentrano su criteri tecnici e architettonici dell&#8217;informazione e su requisiti specifici del dominio della conoscenza. I dati fanno parte delle nostre vite, del nostro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-rintracciabilita/">Principi F.A.I.R. – Rintracciabilità</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra riflessione sui principi FAIR questa settimana affronta la parola Findability, traducibile in italiano con Rintracciabilità. Ogni lettera di FAIR è infatti dotata di un sottoinsieme di sfaccettature che si concentrano su criteri tecnici e architettonici dell&#8217;informazione e su requisiti specifici del dominio della conoscenza.<br />
I dati fanno parte delle nostre vite, del nostro modo di accedere alle informazioni e alla conoscenza; ogni giorno siamo fruitori e produttori di dati. Sono ovunque: li usiamo, li consultiamo ed essi determinano le nostre decisioni. I dati sono di natura molto diversa e capire come vengono organizzati, strutturati e pubblicati è cruciale per capire tutto il mondo che ci circonda. Uno degli obiettivi dei principi FAIR è quello, per l’appunto, di rendere i dati scientifici (e i metadati connessi) facili da trovare sia per gli esseri umani sia per i computer. Rintracciabilità, quindi, non ha lo stesso significato di ricercabilità? Vi è quindi una grande differenza tra qualcosa che è trovabile e qualcosa che è ricercabile? Poter individuare i dati è presupposto necessario per gli altri tre principi FAIR – accessibilità, interoperabilità e riuso.<br />
Con Findability si intende dunque la rintracciabilità dei dati della ricerca. In che modo? I dati possono essere rintracciati sia dagli esseri umani che dalle macchine, per esempio esponendo metadati e parole chiave significative per le macchine ai motori di ricerca e ai cataloghi di dati di ricerca. Ma, soprattutto, i dati devono essere referenziati con identificatori unici, immutabili e quindi persistenti (DOI, URN, Handles, etc) e i metadati devono includere l&#8217;identificatore dei dati che descrivono di dominio della disciplina di appartenenza.<br />
Le quattro indicazioni dalle linee guida di ICCU del progetto PARTHENOS sulla rintracciabilità:<br />
• Usate identificatori persistenti<br />
• Citate i dati di ricerca<br />
• Usate identificatori persistenti per l’autore<br />
• Scegliete lo schema di metadati più appropriato<br />
Per esempio la National Gallery di Londra sta focalizzando il proprio lavoro proprio su <a href="https://data.ng-london.org.uk/?page=pids">questi aspetti</a>, in particolare attraverso un <a href="https://tanc-ahrc.github.io/PIDResources/">Developing Identifiers for Heritage Collections</a>.</p>
<p>Vedi anche<br />
<a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/">https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/</a><br />
<a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-accessibilita/">https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-accessibilita/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-rintracciabilita/">Principi F.A.I.R. – Rintracciabilità</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Principi F.A.I.R. &#8211; Interoperabilità</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 13:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[FAIR]]></category>
		<category><![CDATA[ICCU]]></category>
		<category><![CDATA[IIIF]]></category>
		<category><![CDATA[INTEROPERABILITA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=3741</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli acronimi popolano il mondo del Web, degli standard e dei protocolli, di linguaggi e di vocabolari. In questi ultimi anni si parla molto di principi F.A.I.R., pubblicati su &#8220;Scientific Data&#8221; nel 2016, e sembrano essere al centro del dibattito sulla gestione dei dati della ricerca: hanno ricevuto un riconoscimento mondiale da parte di varie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/">Principi F.A.I.R. &#8211; Interoperabilità</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli acronimi popolano il mondo del Web, degli standard e dei protocolli, di linguaggi e di vocabolari. In questi ultimi anni si parla molto di principi <strong>F.A.I.R.</strong>, pubblicati su &#8220;Scientific Data&#8221; nel 2016, e sembrano essere al centro del dibattito sulla gestione dei dati della ricerca: hanno ricevuto un riconoscimento mondiale da parte di varie organizzazioni tra cui FORCE11, National Institutes of Health (NIH) o anche la stessa Commissione Europea.<br />
Fair in inglese significa “giusto”, “equo”, e l’acronimo nasconde quattro parole: <strong>Findability</strong>, <strong>Accessibility</strong>, <strong>Interoperability</strong>, <strong>Reusability</strong>. L’obiettivo di questi principi è quello di migliorare la qualità dei dati sul Web e su Internet e la capacità dei sistemi computazionali di trovare, accedere, interoperare e riutilizzare i dati e le risorse digitali. Scopo principale è quello di sostenere la ricerca e l&#8217;innovazione della conoscenza e di promuovere la condivisione e il riutilizzo dei dati. Oggi ci concentriamo sull&#8217;<strong>interoperabilità</strong>. Caratteristica a cui si tende fin dagli anni 2000, ovvero all’inizio di una nuova fase del Web, ma che rimane ancora una questione aperta, perché molti dei progetti digitali del nostro patrimonio culturale sono ancora <em>silos</em> non comunicanti tra di loro.<br />
L<strong>’interoperabilità</strong>, come da dizionario, ha diversi significati, ma quello su cui vogliamo soffermarci è quello relativo al campo dell’informatica e legato ai succitati principi <strong>F.A.I.R.</strong><br />
L’interoperabilità è dunque la capacità di due o più sistemi, applicazioni, interfacce di dialogare e scambiare informazioni. I dati per essere interoperabili devono usare formati, linguaggi e vocabolari concordati dalla comunità di riferimento. In questo contesto si parla anche di metadati che devono seguire e usare standard e vocabolari condivisi dalle comunità, e contenere collegamenti a informazioni correlate usando identificatori. Concludendo, per far dialogare una macchina con un’altra macchina, ogni oggetto digitale dovrebbe essere  accompagnato da una documentazione che ne informi dei modelli e approcci individuati e messi in pratica.<br />
Prendendo spunto dalle linee guida di <a href="https://www.iccu.sbn.it/it/">ICCU</a> del progetto <a href="https://www.iccu.sbn.it/export/sites/iccu/documenti/2019/PARTHENOS_Linee_guida_2019-09-02.pdf">PARTHENOS</a>, realizzate da cinquanta professionisti, <strong>l&#8217;interoperabilità</strong> viene indicata come qualcosa che comprenda:</p>
<p>-API (Application Programming Interface) ben documentate ed eseguibili da computer</p>
<p>-vocabolari ben definiti</p>
<p>-modelli di metadati con buona documentazione</p>
<p>-standard interoperabili definiti e adoperati</p>
<p>-procedure stabilite per migliorare la qualità dei dati</p>
<p>-formati sostenibili nel lungo periodo</p>
<p>Uno dei progetti che consigliamo come paradigmatico per l’interoperabilità è il framework <a href="https://iiif.io">IIIF</a> (International Image Interoperability Framework). Uno dei progetti italiani che attualmente utilizza l&#8217;<strong>IIIF</strong> per la gestione delle immagini è la <a href="https://edl.beniculturali.it/home/cover">Estense Digital Library</a>.</p>
<p>Vedi anche:<br />
<a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-rintracciabilita/">https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-rintracciabilita/</a><br />
<a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-accessibilita/">https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-accessibilita/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/principi-f-a-i-r-interoperabilita/">Principi F.A.I.R. &#8211; Interoperabilità</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Estense Digital Library (EDL)</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/progetti/estense-digital-library-edl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Musollino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 10:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[CROWDSOURCING]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITALLIBRARY]]></category>
		<category><![CDATA[IIIF]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIALTAGGING]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitallibrary.cultura.gov.it/?p=2286</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Estense Digital Library è la prima piattaforma italiana per la comparazione, condivisione e annotazione dedicata alla digitalizzazione del patrimonio custodito presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena. Il visitatore che naviga sulla EDL, può sfogliare immagini ad altissima definizione e scegliere fra oltre 800.000 pagine di manoscritti, libri rari e spartiti musicali. E, attraverso gli strumenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/progetti/estense-digital-library-edl/">Estense Digital Library (EDL)</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Estense Digital Library</strong> è la prima piattaforma italiana per la comparazione, condivisione e annotazione dedicata alla <strong>digitalizzazione del patrimonio</strong> custodito presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena. Il visitatore che naviga sulla EDL, può sfogliare immagini ad altissima definizione e scegliere fra oltre 800.000 pagine di manoscritti, libri rari e spartiti musicali. E, attraverso gli strumenti per la condivisione, può condividere, liste, annotazioni e vere e proprie lezioni con slides.<br />
Non è solo un luogo di pubblicazione delle collezioni fisiche digitalizzate, è anche una piattaforma per la condivisione e l’interoperabilità dei dati che, grazie all’utilizzo di formati standard aperti, consente <strong>l’aggregazione e il riuso dei metadati</strong>.<br />
L’EDL è il progetto di Digital Humanities realizzato da Gallerie Estensi con il supporto di Fondazione di Modena nell’ambito di AGO Modena Fabbriche Culturali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<ul>
<li>Vai alla pagina Estense Digital Library (EDL) <a href="https://edl.beniculturali.it/page/610" target="_blank" rel="noopener">https://edl.beniculturali.it/page/610</a></li>
<li>Vai alla pagina Gallerie Estensi <a href="https://www.gallerie-estensi.beniculturali.it/galleria-estense/" target="_blank" rel="noopener">https://www.gallerie-estensi.beniculturali.it/galleria-estense/</a></li>
<li>Vedi altri progetti simili in <strong>Social tagging</strong> nella pagina <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/buone-pratiche/" target="_blank" rel="noopener">Buone Pratiche</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/progetti/estense-digital-library-edl/">Estense Digital Library (EDL)</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
