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	<title>ICAR Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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	<title>ICAR Archivi - Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</title>
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		<title>Per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 16:51:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rendere disponibili ad un ampio pubblico le fonti documentali esistenti sui temi legati al terrorismo, alla violenza politica e alla criminalità organizzata che hanno segnato una lunga e dolorosa pagina della storia italiana. Con questo obiettivo è stato presentato il nuovo Portale della “Rete degli archivi per non dimenticare”, curato dalla Direzione Generale Archivi (DGA), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/per-non-dimenticare/">Per non dimenticare</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rendere disponibili ad un ampio pubblico le fonti documentali esistenti sui temi legati al terrorismo, alla violenza politica e alla criminalità organizzata che hanno segnato una lunga e dolorosa pagina della storia italiana. Con questo obiettivo è stato presentato il nuovo Portale della “<strong>Rete degli archivi per non dimenticare</strong>”, curato dalla <strong>Direzione Generale Archivi</strong> (DGA), l&#8217;<strong>Istituto Centrale per gli Archivi</strong> (ICAR) e l&#8217;<strong>Archivio Flamigni</strong>.<br />
Tra le sezioni più interessanti: &#8220;Il muro della memoria&#8221; che ospita un database con le storie di coloro che sono morti per mano dei terroristi, degli stragisti e delle mafie; la mappa interattiva de &#8220;I luoghi della memoria&#8221;; un’ampia sezione dedicata alle scuole secondarie in cui è possibile scoprire percorsi didattici per coltivare la il ricordo delle vittime. Inoltre è possibile navigare in un ampio archivio di sentenze, atti di commissioni parlamentari e altre carte giudiziarie digitalizzate.<br />
<a href="https://www.memoria.san.beniculturali.it/it/web/memoria">https://www.memoria.san.beniculturali.it/it/web/memoria</a></p>
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		<title>Memorie di miniera</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/progetti/storie-di-miniera/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 11:37:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il portale “Ti racconto la Storia” raccoglie documentazione sonora ed audiovisiva, conservata presso istituzioni pubbliche, centri di ricerca ed associazioni private. Nasce nell’ambito del Sistema Archivistico Nazionale con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione, la conoscenza e la fruizione di storie personali attraverso le quali ricostruire un affresco collettivo del Paese. L’ultimo tassello di questo racconto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il portale “Ti racconto la Storia” raccoglie documentazione sonora ed audiovisiva, conservata presso istituzioni pubbliche, centri di ricerca ed associazioni private. Nasce nell’ambito del Sistema Archivistico Nazionale con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione, la conoscenza e la fruizione di storie personali attraverso le quali ricostruire un affresco collettivo del Paese.<br />
L’ultimo tassello di questo racconto è costituito da “Il lavoro e la memoria”, memorie orali dei lavoratori del Sulcis Iglesiente, da pochi giorni inserite nel portale. Si tratta di un progetto realizzato dalla Soprintendenza archivistica della Sardegna e dell’Istituto centrale per gli Archivi insieme all’Università degli Studi Roma Tre e a Fondazione di Sardegna. Sono disponibili per la consultazione le testimonianze di operai, impiegati, medici e dirigenti che hanno lavorato nei siti minerari attivi tra la fine dell&#8217;Ottocento e la fine del Novecento nei territori del Sulcis Iglesiente, una delle aree minerarie più importanti d’Italia.<br />
<a href="https://www.tiraccontolastoria.san.beniculturali.it/index.php?page=Browse.Collection&amp;id=asm%3Acollection">https://www.tiraccontolastoria.san.beniculturali.it/index.php?page=Browse.Collection&amp;id=asm%3Acollection</a></p>
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		<title>&#8220;Le nuove digital libraries siano imperfette ma stimolanti e coerenti&#8221;</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/le-nuove-digital-libraries-siano-imperfette-ma-stimolanti-e-coerenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 15:51:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La concezione di patrimonio culturale sta cambiando sotto i nostri occhi, grazie soprattutto a spinte esogene e non per semplice travaso di discipline o ibridazione delle stesse”. Questa la premessa del direttore della Digital Library del MiC, Laura Moro, intervenuta al digital talk organizzato da SOS Archivi, nell&#8217;ambito di ICA Roma 2022, dal titolo “Digital Libraries: una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/le-nuove-digital-libraries-siano-imperfette-ma-stimolanti-e-coerenti/">&#8220;Le nuove digital libraries siano imperfette ma stimolanti e coerenti&#8221;</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La concezione di patrimonio culturale sta cambiando sotto i nostri occhi, grazie soprattutto a spinte esogene e non per semplice travaso di discipline o ibridazione delle stesse”. Questa la premessa del direttore della Digital Library del MiC, <strong>Laura Moro</strong>, intervenuta al digital talk organizzato da SOS Archivi, nell&#8217;ambito di <strong>ICA Roma 2022,</strong> dal titolo “Digital Libraries: una palestra per l’ibridazione di discipline e contenuti” insieme a <strong>Carlo Birrozzi </strong>(Direttore dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), <strong>Elisabetta Reale</strong> (Direttore dell&#8217;Istituto centrale per gli archivi), <strong>Simonetta Buttò</strong> (Direttore dell’Istituto centrale per il catalogo unico). Il tutto moderato da <strong>Giovanni Michetti</strong>.<br />
“Da una parte -ha spiegato la <strong>Moro</strong>&#8211; esiste il patrimonio degli <strong>oggetti fisici</strong> come lo conosciamo da sempre: quindi interpretato e selezionato dalle istituzioni normalmente preposte a questo, poi trasmesso alle generazioni future attraverso scaffali gerarchici, reali o virtuali che siano, sottoposto a letture asincrone e in grado di attrarre a sé gli utenti&#8221;.<br />
&#8220;Ma un’altra visione di patrimonio -ha aggiunto- si sta sempre più affermando: è quella degli <strong>oggetti digitali</strong> e riguarda pratiche sociali e relazioni immateriali. Si tratta di un patrimonio creato senza intermediazioni istituzionali, che viene scambiato attraverso esperienze e condivisioni ed è sottoposto a letture plurime, sincrone e contemporanee. Gli oggetti digitali quindi restano collegati a quelli fisici, ma hanno una propria vita, si correlano tra loro senza rivalità e hanno la capacità di integrare strati di senso, veri e propri <strong>scambiatori semantici</strong>. Queste due concezioni di patrimonio sono allo stesso tempo parallele ma in grado di mischiarsi dando vita a nuove discipline”.<br />
<span data-contrast="auto">Se, come ha evidenziato <strong>Carlo Birrozzi</strong>, &#8220;La <strong>visione disciplinare</strong>, che da sempre caratterizza il sistema patrimonio, rappresenta uno degli ostacoli alla realizzazione dell’ecosistema dei beni culturali&#8221;, allora per il moderatore Michetti: &#8220;Occorrono una sintassi e <strong>semantiche nuove</strong>, perché quello che ci interessa costruire non è dato dalla sommatoria delle singole discipline ma da una naturale interdisciplinarietà tra queste stesse&#8221;. &#8220;Ma è possibile mettere insieme idee del mondo così diverse? E a quale condizione?&#8221; è la domanda di una utente collegata on line. </span><span data-contrast="auto">Prova a rispondere <strong>Elisabetta Reale</strong>, riferendosi al suo comparto di riferimento:</span><span data-contrast="auto"> “L&#8217;</span><strong>archivio</strong><span data-contrast="auto"> è un bene culturale, una testimonianza, una fonte storica, ma è anche una caratteristica amministrativa. È un mondo complesso di oggetti, relazionati tra di loro con un appeal diverso dagli altri beni culturali&#8221;. In tal senso cita una best practice: l’<a href="https://www.fondazioneforame.org/archivio-rame-fo/">Archivio Rame Fo</a> è un esempio di patrimonio integrato di arte e spettacolo, in cui le sezioni archivistica, storico artistica e bibliotecaria/audiovideo si completano attraverso legami che sono espressione diretta dei loro produttori. </span><br />
<span data-contrast="auto">Conoscenza, ricerca e fruizione pubblica delle risorse digitali è ciò che, invece, caratterizza il </span><i><span data-contrast="auto">dispositivo</span></i><span data-contrast="auto"> (foucaultianamente inteso come insieme di senso, strutture fisiche, logiche, normative, ideologiche) delle </span><b><span data-contrast="auto">biblioteche</span></b><span data-contrast="auto">. &#8220;Un passo avanti verso l’integrazione di questo </span>sistema<span data-contrast="auto"> -ha affermato <strong>Simonetta Buttò</strong>&#8211; potrebbe essere la costruzione di modelli concettuali indirizzati alle entità che possono dare vita ad ontologie formali, sia come mezzo di descrizione della complessità di un dominio di conoscenza sia come standard per l&#8217;interoperabilità semantica”.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;335559740&quot;:276}"><br />
</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;335559740&quot;:276}"> &#8220;Cosa va chiesto, dunque alle istituzioni?&#8221; ha chiesto infine Michetti: “Le istituzioni, senza interrompere il loro tradizionale lavoro -ha risposto la <strong>Moro</strong>&#8211; devono sviluppare la consapevolezza di non avere più il monopolio delle costruzioni semantiche sul patrimonio culturale. Di conseguenza le nuove <strong>digital libraries</strong> per essere più stimolanti dovranno saper cambiare e scambiare, se è il caso, consueti paradigmi concettuali alla base delle varie discipline. Gli utenti, in questo nuovo scenario, non saranno solo attratti ma anche attivati. E’ preferibile infatti -ha concluso- avere un modello ed una visione non completa magari, ma sfaccettata, trasparente e imperfetta. Con una coerenza interna, certo, ma con dei “vuoti” in grado di attivare l’interesse e la partecipazione degli utenti”.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/le-nuove-digital-libraries-siano-imperfette-ma-stimolanti-e-coerenti/">&#8220;Le nuove digital libraries siano imperfette ma stimolanti e coerenti&#8221;</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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		<title>Palestre per l’ibridazione di discipline e contenuti</title>
		<link>https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/palestre-per-libridazione-di-discipline-e-contenuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Area_Web_Icdp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 09:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le digital libraries sono sempre più riconosciute come l’ambiente ideale per aiutare il patrimonio culturale ad esprimere tutte le sue potenzialità in termini di creazione di relazioni e connessioni tra oggetti, soggetti e luoghi che lo contraddistinguono. Per analizzare le opportunità offerte da questi nuovi ecosistemi, SOS Archivi, in collaborazione con ICA, DGA e ANAI [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/palestre-per-libridazione-di-discipline-e-contenuti/">Palestre per l’ibridazione di discipline e contenuti</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le digital libraries sono sempre più riconosciute come l’ambiente ideale per aiutare il patrimonio culturale ad esprimere tutte le sue potenzialità in termini di creazione di relazioni e connessioni tra oggetti, soggetti e luoghi che lo contraddistinguono.<br />
Per analizzare le opportunità offerte da questi nuovi ecosistemi, SOS Archivi, in collaborazione con ICA, DGA e ANAI ha organizzato un digital talk dal titolo <strong>“Digital Libraries: una palestra per l’ibridazione di discipline e contenuti”</strong>.<br />
Partecipano <strong>Laura Moro</strong> (Direttore dell&#8217;Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale &#8211; Digital Library), <strong>Carlo Birrozzi </strong>(Direttore dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), <strong>Elisabetta Reale</strong> (Direttore dell&#8217;Istituto centrale per gli archivi), <strong>Simonetta Buttò</strong> (Direttore dell’Istituto centrale per il catalogo unico). Modera <strong>Giovanni Michetti</strong>.<br />
L’iniziativa rientra nel calendario di iniziative preparatorie alla nona conferenza dell<strong>’International Council on Archives</strong>, in programma a Roma nel settembre 2022.<br />
Questo il link per seguire l’incontro, <strong>martedì 14 dicembre a partire dalle 17.00</strong><br />
<a href="https://www.sosarchivi.it/diretta-streaming/">Diretta Streaming &#8211; Sos Archivi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it/notizie/palestre-per-libridazione-di-discipline-e-contenuti/">Palestre per l’ibridazione di discipline e contenuti</a> proviene da <a href="https://digitallibrary.cultura.gov.it">Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale</a>.</p>
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